Gli Oscar 2022 sono finiti inopinatamente più volte agli onori delle cronache per una questione di “formati”.
Polemiche ci sono state prima e dopo la premiazione televisiva perché per contenerla entro i tempi di uno show 2.0 sono stati esclusi da essa i candidati ritenuti “minori”, come appunto l’animazione (sia essa corta o lunga), con l’improvvida giustificazione di un portavoce dell’Academy Awards basata sul fatto che l’animazione sarebbe sostanzialmente “per bambini” . Insomma, un passo indietro ventennale visto che negli ultimi tempi innumerevoli sono stati i lungometraggi di animazione per tutte le età e di grande successo, senza considerare poi che da sempre il futuro del cinema, le sue possibilità innovative si sono giocate sul terreno dei cortometraggi, dai surrealisti in poi. Curioso, inoltre, che la giustificazione del portavoce dell’Academy Awards avvenga poi proprio in un anno che vede nella cinquina dei nominati un film come Flee, un documentario d’animazione di produzione danese che narra di Amin fuggito dall’ Afghanistan e rifugiatosi in Danimarca; ma anche di Amin alle prese con la ricerca della sua identità sessuale. Primo film nella storia capace di concorrere a ben tre nomination (miglior film d’animazione, miglior documentario e miglior film internazionale), Flee sembrerebbe un’intrinseca smentita di quella giustificazione, anche se poi è stato ignorato nei premi. L’ennesimo annunciato Encanto disneyano ha vinto il premio come miglior film d’animazione, mentre la categoria miglior film internazionale ha visto giustamente trionfare il capolavoro giapponese Drive My Car. Il corto migliore è andato invece abbastanza incredibilmente a The Long Goodbye di Riz Ahmed e Aneil Karia che in pratica si regge unicamente sulla lunga tiritera finale (e sul fatto che il protagonista è un noto rapper anglofono). Molto più interessante il corto d’animazione vincitore The Windshield Wiper di Alberto Mielgo. Basato su una tecnica di “frame-capture” non nuova ma che lo rende molto realistico e fluido nei movimenti, il film, quasi privo di trama, è una descrizione-riflessione rapsodica sull’amore oggi, nella sua contraddittorietà e aleatorietà. Un film d’autore e insieme una strizzatina d’occhio al cinema d’azione (non a caso il regista spagnolo è anche l’animatore di Spider Man: into The Spider-Verse, 2022). Capace di mettere insieme echi di Hopper e degli iperrealisti, e un protagonista che sembra la crasi visiva tra Pessoa e un “bodybuilder”.Cortoon
LA CORTA NOTTE
DEGLI OSCAR
di Luca Antoccia