Ettore Guatelli, nato a Collecchio (Parma) il 18 aprile 1921 (e morto il 21 settembre 2000), maestro elementare, collezionista di cose e di storie, etnografo, museografo visionario che connette racconti e oggetti, che interloquisce con poeti e professori, fotografi e grafici, artigiani, contadini e rottamai. Ettore, figlio di mezzadri a Ozzano Taro, in provincia di Parma, dove è situato il complesso rurale che custodisce la raccolta, conobbe Attilio Bertolucci, che divenne la principale figura di riferimento nella sua formazione. Guatelli scriveva a macchina i testi che Bertolucci gli dettava e in cambio il poeta lo preparava all’esame di licenza magistrale. Frequentatore dei magazzini dei raccoglitori dell’Appennino, inizialmente solo per curiosare, in seguito per salvare dalla distruzione i mobili, le cose e gli attrezzi provenienti dalle case contadine e dai laboratori degli artigiani. Ne raccoglierà più di sessantamila.
Nel volume che nel 2009 Umberto Eco ha voluto dedicare alla classificazione, Vertigine della lista, compare su due pagine l’immagine del salone, il cuore del museo di Ettore Guatelli. Nel salone risiede la sintesi dell’anima espositiva del museo in cui liste, cumuli, composizioni parietali, serialità “tematiche”, oggetti sospesi, compongono il teatro delle meraviglie dell’ovvio.
