Box — I Bee Gees: fratelli, non boy band Tre fratelli Gibb — — nati sull'Isola di Man ma cresciuti in Australia, cominciano a cantare insieme da bambini negli anni '50. Non sono una boy band nel senso che questo volume ha definito: suonano strumenti, non sono stati assemblati da un produttore, non hanno mai avuto coreografie elaborate né il profilo del teen idol. Ho voluto inserirli in questa storia perché dimostrano qualcosa che i avevano già mostrato: che le armonie tra fratelli hanno una qualità diversa da quelle tra estranei. Qualcosa di organico, di naturale, di irriproducibile in un laboratorio. Le voci di Barry, Robin e Maurice si conoscono da sempre — si sono formate insieme, si sono adattate l'una all'altra nel corso di decenni di vita condivisa. Ho voluto inserirli in questa storia anche perché la loro carriera attraversa mezzo secolo di musica pop con una versatilità straordinaria: dal rock psichedelico degli anni '60 al soft rock dei '70, fino all'esplosione disco di nel 1977. e — entrambe del 1977, entrambe nel Billion Club — sono due facce della stessa medaglia: la prima è adrenalina pura, ritmo da ballare, energia da discoteca; la seconda è una ballata morbida, quasi eterea, che parla di un amore che vuole solo capire. Due brani billion in un anno solo. Non male per tre fratelli che avevano iniziato a cantare in un garage in Australia vent'anni. \ Barry, Robin e Maurice Eppure i Bee Gees appartengono a questa storia. Jackson 5 Saturday Night Fever Stayin' Alive How Deep Is Your Love I non sono padri fondatori del fenomeno boy band. Sono un'origine parallela — un percorso diverso che porta allo stesso posto: l'idea che un gruppo di ragazzi, legati da qualcosa di più profondo del contratto discografico, possa toccare qualcosa di universale nell'essere umano. Bee Gees