Fai tu una minuta della riunione?

L'analisi funzionale

persone intorno a un tavolo da riunioni, intenti a scrivere dei geroglifici, su degli antichi papiri, mentre in fondo alla stanza c'è un computer abbandonato pieno di polvere.

La citazione nel titolo proviene da un manager un po' attempato che ho conosciuto anni fa; ai suoi tempi il verbale della riunione era ancora un concetto alieno e il termine minuta regnava sovrano. Con quella convinzione quasi naïf, credeva fermamente che la raccolta di queste minute potesse sostituire completamente l'intera documentazione di analisi funzionale. Ma, poverino, lui non sapeva l'amara verità. L'importante per lui era che qualcuno in quella stanza si preoccupasse di redigere una minuta, anche se, a metà riunione, la sua mente si era già dileguata verso orizzonti meno impegnativi. La sua fede incrollabile in questo strumento aveva qualcosa di commovente, soprattutto considerando che dopo circa trenta minuti dalla fine di ogni riunione, la sua memoria sembrava resettarsi. Il problema non era tanto la sua amnesia selettiva, quanto il fatto che ogni nuova minuta sembrava esistere in un universo parallelo rispetto alle precedenti, con decisioni che si contraddicevano tra loro.