
La fase successiva all’analisi funzionale, ovvero la progettazione, deve – o almeno dovrebbe – essere appannaggio di chi possiede competenze tecniche, colei o colui che conosce a fondo l'arte e la scienza di tradurre i requisiti in soluzioni concrete. Ma, come spesso accade, entra in scena il nostro amato manager IT, Ferdinando. Quel manager che ha studiato qualcosa di tecnico, sì, ma che sembra aver bloccato la sua cultura sulla progettazione IT ai primi anni 2000 – o addirittura ai tempi del mainframe – se è abbastanza anziano. Invece di farsi da parte e delegare la supervisione a chi ne capisce davvero, lui sente il bisogno di metterci il naso, oltre alle mani, scegliendo prodotti, linguaggi di programmazione, framework, ambienti di sviluppo, infrastrutture e persino processi di deploy.