10. Le politiche per l’infanzia nell’intersezione tra dimensione europea e nazionale Arianna Lazzari 1. Il ruolo dell’Unione europea nel promuovere politiche a sostegno dell’educazione e cura dell’infanzia Non è semplice tratteggiare il complesso lavoro che l’Unione europea svolge a sostegno delle politiche per l’infanzia e le ricadute di tale lavoro nei contesti educativi di ciascun Paese. Nell’immaginario comune, infatti, l’Europa e le sue istituzioni sono spesso viste come qualcosa di distante dalle realtà locali e disgiunto dalle pratiche quotidiane realizzate in servizi e scuole dell’infanzia. Neppure è frequente, nei contesti educativi se non in quelli specialistici, porsi domande quali: qual è il ruolo effettivo dell’Unione europea nel contesto dell’educazione della prima infanzia? Che tipo di apporto può dare allo sviluppo e al sostegno dei servizi per l’infanzia nei diversi paesi? Queste domande, che sembrano a una prima lettura semplici, richiedono in realtà risposte abbastanza complesse poiché, di fatto, l’Unione europea non ha una competenza vera e propria in materia di istruzione e di educazione: in base al principio di sussidiarietà, infatti, questo tipo di competenza è demandata agli Stati membri. In primo luogo, dunque, il lavoro che viene sviluppato sul fronte europeo non è tanto di dirigere “dall’alto” processi di riforma quanto piuttosto quello di creare contesti di condivisione e scambio rispetto alle diverse visioni e iniziative intraprese nei contesti nazionali – sul piano delle politiche e sul piano delle prassi – nella prospettiva che è possibile imparare gli uni dagli altri, poiché lo scambio di vedute ed esperienze rappresenta una ricca occasione di miglioramento sia per lo sviluppo di sistemi dell’istruzione e dell’educazione a livello dei singoli Stati membri, sia per lo sviluppo di politiche efficaci a livello dell’Unione europea.