5. Contesti d’esperienza nei servizi educativi con bambine e bambini da 0 a 6 anni Monica Guerra 1. Un’idea di contesto I servizi educativi e le scuole dell’infanzia sono contesti, più in particolare qui assunti come contesti d’esperienza. Con il termine “contesto” intendiamo il tutto – articolato, interrelato e complesso – che accoglie, ciò in cui si è immersi, di cui si è parte. In questo senso, la nozione di contesto potrà qui essere usata alternativamente a quella di ambiente, poiché entrambe contengono una connotazione di natura sia sistemica (Bateson, 1979 [ed. or. 1972]) sia ecologica (Bronfenbrenner, 1986 [ed. or. 1979]), mostrando cioè al fondamento una dimensione costitutivamente relazionale e interrelazionale. I contesti, cioè, possono essere intesi come sistemi – o ecosistemi – di soggetti e oggetti contemporaneamente presenti e tra loro in dialogo. In merito ai servizi educativi delle bambine e dei bambini da 0 a 6 anni, come poi del resto anche alle scuole di ogni ordine e grado, essi sono infatti definiti da diversi e numerosi elementi, tra cui occorre citare subito almeno il territorio in cui si collocano, l’istituzione di cui fanno parte, l’organizzazione che li regola, i riferimenti espliciti e impliciti che assumono, l’utenza che li abita, la struttura, gli spazi, gli arredi e i materiali che li definiscono, i tempi che li caratterizzano, le relazioni che vi hanno luogo... Si tratta di dimensioni che sono centrali nella riflessione a fondamento della progettualità pedagogica, educativa e didattica dei servizi dell’infanzia, a partire dai contributi originali di Montessori (1948), Agazzi (1938, 1961), Pikler (1996), Goldschmied (Goldschmied, Jackson, 1996 [ed. or. 1994]), Malaguzzi (in Edwards, Gandini, Forman, a cura di, 1993), solo per citare alcuni riferimenti cui si devono ancora oggi molti concetti e pratiche che danno valore ai luoghi per le bambine e i bambini.