8. La prospettiva interculturale nei contesti educativi 0-6 Chiara Bove 1. Le parole “classiche” dell’intercultura Per capire che cosa significa pensare e agire in prospettiva interculturale nei contesti educativi 0-6, può essere utile partire da una riflessione sul significato delle parole chiave che hanno animato il dibattito sulla diversità nell’infanzia e nell’educazione (Catarci, Macinai, 2015). Tra queste, “intercultura” è sicuramente una delle parole più classiche del dibattito sull’accoglienza di bambini e famiglie con background migratorio, molto utilizzata da insegnanti ed educatori. Dal punto di vista semantico, il lemma “intercultura” rimanda a un’azione: il prefisso “inter”, infatti, indica «interazione, scambio, messa in gioco» (Portera, 2013, p. 43) e «insieme al sostantivo “cultura” implica il riconoscimento dei valori e della diversità» ( ). Un termine che va oltre la mera constatazione delle differenze (“multicultura”) e indica la messa in campo di un progetto di convivenza e dialogo tra le diverse identità (Bove, 2019). 1 ibidem Nel capitolo useremo prevalentemente il maschile neutro (bambino, educatore ecc.) per ragioni di chiarezza, senza con questo negare la consapevolezza delle necessarie sfumature di genere. 1