1. Riscoprire la fiducia Nutrire dubbi sul proprio valore. Soffrire delle proprie inibizioni. Temere il giudizio e la non accettazione. Sentirsi diversi dagli altri e incompresi. In qualche misura, le sensazioni spiacevoli e frustranti appena descritte hanno a che fare con la scarsa consapevolezza di sé, l’insicurezza e la mancanza di fiducia nelle proprie capacità: tutte caratteristiche con un significato peculiare, ma anche strettamente correlate l’una all’altra. Nelle prossime pagine ci concentreremo sulla fiducia, nel tentativo di comprendere meglio in che modo, nell’affascinante viaggio dello sviluppo umano, essa giochi un ruolo cruciale nella formazione della personalità, gettando le basi per le future relazioni sociali. Fin da bambini, infatti, il fare o non fare esperienza della fiducia ha il potere di condizionare positivamente o negativamente la nostra vita, non solo influenzando in modo profondo la percezione del mondo e degli altri, ma anche plasmando le nostre convinzioni, le aspettative e le occasioni di relazione (Grün, 1998). Rintracciare l’origine della fiducia e osservarla secondo una prospettiva psicopedagogica, indagando l’importanza del suo radicamento nella vita infantile, le potenzialità e i rischi del suo sviluppo durante l’adolescenza, nonché la sua corretta espressione nell’età adulta – peraltro, in un momento storico fortemente caratterizzato da una percezione ampia e diffusa di frammentarietà sociale, timore e incertezza nei confronti del futuro (Morin e Kern, 1999; Bauman, 2000; Beck, 2000; Morin, 2011; Safran Foer, 2019; Roncaglia, 2020) – è il principale obiettivo di questo primo capitolo.