E dunque, ancora una volta, ribadiamo che privilegiare strategie interdisciplinari (o non tradizionali) per l’educazione alla crescita sostenibile, alla partecipazione comunitaria e all’equità sociale, facilita gli studenti nell’acquisizione delle conoscenze e delle prospettive utili a mettere in discussione le regole dei sistemi che sostengono l’ingiustizia e l’esclusione (cfr. Giroux, 1983; 2023). In altri termini, è necessario adottare un approccio educativo critico e, per certi versi, “politicamente attivo”, ovvero finalizzato all’analisi e alla messa in discussione dei rapporti di potere, ispirando progressivamente gli educandi e i discenti a diventare, per primi, gli agenti di un cambiamento culturale e sociale (ibidem). La collaborazione, la partecipazione e il pensiero critico, infatti, sono essenziali per sviluppare percorsi di educazione alla sostenibilità e per consentire, in termini di riorganizzazione dei percorsi educativi e didattici, una trasformazione nel modo con cui vengono progettati, articolati e proposti i curricoli (cfr. Laurillard, 2014; Rivoltella, 2020; Crescenza, 2021).

3. Ripartire dalla cura della “casa comune”