2. Educatori e insegnanti come supporto alle scelte formative (e di vita) Fin qui abbiamo indagato alcuni dei motivi per cui preparare i giovani ad affrontare consapevolmente il momento della scelta risulta essere una sfida tanto importante quanto impegnativa. In ambito familiare, lo abbiamo scritto, i fattori che determinano le scelte e le possibili direzioni di crescita dei figli sono molteplici: potremmo dire tanti quanti sono gli eventi stressanti che l’attuale complessità del vivere quotidiano ci impone di affrontare. Oppure, può accadere che l’impatto di tali eventi sia superiore alle possibilità che le famiglie, o le comunità territoriali di cui esse fanno parte, hanno di fronteggiarli efficacemente per mezzo delle risorse culturali, psicologiche ed economiche di cui dispongono (Tramma, 2015). Da un punto di vista pedagogico, è opportuno osservare le dinamiche che orientano le relazioni familiari nella loro correlazione con quelle dei contesti dell’educazione formale, giacché entrambe le agenzie educative – la famiglia e la scuola – sono deputate all’orientamento valoriale degli educandi/discenti. In questo senso, la capacità di compiere scelte libere e responsabili così come il consolidamento della fiducia in sé stessi in seguito a un successo, o la ridefinizione della propria autostima in seguito a un fallimento, sono fattori inestricabilmente legati a ciò che accade tra le mura scolastiche, dal punto di vista intellettuale, relazionale ed emotivo (Dusi, 2011; Elia, 2014). Nella storia del pensiero filosofico occidentale moderno, una delle riflessioni più profonde e significative sulla paura del fallimento e l’inquietudine della scelta si può trovare nell’opera, pubblicata da Søren Kierkegaard nel 1846 con lo pseudonimo di Johannes Climacus, dal titolo (nella sua traduzione italiana): (1962). 9 Postilla non scientifica alle briciole di filosofia Questi aspetti saranno ulteriormente approfonditi nell’ultimo capitolo del libro, in relazione al tema delle povertà educative. 9