GLI ANIMALI CHE GIOCANO Il gioco accomuna buona parte degli animali sociali che hanno un'infanzia relativamente lunga. Ma non solo. I gatti giocano con le palline, i polpi con gli oggetti. In più, nei giochi degli animali e degli esseri umani ci sono elementi in comune. Uno fra tutti, che conferma una delle poche definizioni di gioco che mette d'accordo gli studiosi, è che durante un gioco l'esperienza e la motivazione coincidono, ovvero la finalità del gioco è il gioco stesso. (A.D.P.) I delfini fanno dei cerchi nell'acqua per il gusto di farli e disfarli, o per lo meno sembrerebbe così. Il fatto è che quelle azioni fini a sé stesse che fanno gli animali con piacere e divertimento, noi essere umani le definiamo "gioco". I bisonti muggiscono con gioia quando, dopo una rincorsa, si lasciano scivolare sui laghi ghiacciati. Le lontre sono considerate giocose perché, "senza motivo", sono sempre alla ricerca di novità. I giochi delle cornacchie della Nuova Caledonia meritano un'attenzione particolare. Questi uccelli sono capaci di utilizzare strumenti (legnetti) per crearne altri (con le foglie di palma) per ricercare insetti, una rarità nel mondo animale. La coincidenza è che nei primi due anni di vita, che nel mondo animale è una lunga infanzia, le cornacchie della Nuova Caledonia trascorrono il tempo a giocare con legnetti e foglie di palma. In questo loro giocare utilizzano i legnetti in infiniti modi tranne che per catturare insetti. Questa "inefficienza" nel gioco rappresenta un'occasione fondamentale per sperimentare tutte le possibili soluzioni. E la possibilità di fare "errori giocosi" risulterà fondamentale per l'età adulta. Molte ricerche sul gioco degli animali sono state condotte con i topi. Diversi risultati sono un invito a riflettere sul valore del gioco, quello fatto sul serio, cioè fatto per gioco. «Una volta adulti, i ratti deprivati del gioco hanno difficoltà a rapportarsi agli altri ratti, e si tratta di difficoltà molto eloquenti: sono in grado di fare le stesse cose dei ratti che hanno giocato, sanno attaccare e difendersi, fare le avance sessuali e battere in ritirata, però non sanno quand'è il momento giusto di farle, tutte queste cose» (Gopnik, 2017, p. 162). Altre ricerche, sempre con i topi, hanno mostrato come aver la possibilità di giocare con oggetti molto differenziati fra loro attivano esperienze che favoriscono un atteggiamento flessibile. Inoltre, nel mondo degli orsi è stato scoperto (Brown, 2013, p. 33) che quelli che sopravvivono più a lungo sono proprio quelli che hanno giocato di più.