LEGAMI EMOTIVI Dunque, i primi passi sono accorgersi dei "viventi in movimento" che ci sono già (come i divoratori di foglie) e sostenere "legami sentimentali" fra bambini e animali. Il movimento degli animali è uno degli aspetti centrali nel generare nei bambini attrazione e, talvolta allo stesso tempo, timore. Basti pensare a quando siamo con i bambini e passa un gatto, l'attenzione viene subito calamitata dall'animale. Oppure quando viene scoperto un lombrico, intorno al quale si crea velocemente un capannello di bambini. (A.D.P.) Intorno a un animale si generano molteplici emozioni (stupore, disgusto, gioia, paura...) dalle variegate sfumature sia nei bambini sia negli adulti. E ciò porta a pensare ai collegamenti fra "animale" ed "emozione", termini con radici etimologiche che rimandano a un comune significato: entrambi richiamano il movimento. È sotto gli occhi di tutti il fatto che i bambini quando incontrano viventi in movimento si animano di emozioni. Infatti, di fronte agli animali risulta particolarmente palese la biofilia, comunque presente anche nei confronti delle piante, ovvero l'innata tendenza a essere attratti e a concentrare l'attenzione nei confronti delle diverse forme di vita. La biofilia, parola coniata da Erich Fromm poi definita formalmente da Edward Wilson, è un'affiliazione emotiva verso i viventi (Barbiero, Berto, 2016). La biofilia va adeguatamente stimolata a partire dal vivere quotidianamente (o quasi) in ambienti naturali. Dunque, gli animali favoriscono l'affiliazione emotiva con i viventi e, allo stesso tempo, gli incontri giocosi con gli animali sono un prezioso momento per mettersi in ascolto con le emozioni proprie e altrui. Da mamma sua Alice e Giulia (3 anni appena compiuti) osservano con attenzione la corteccia di un carpino bianco. Si avvicina Roberto (32 mesi). Alice, indicando un punto del tronco: "È qui la coccinella". Tutt'e tre guardano attentamente la corteccia, girandogli intorno. Giulia: "È qui la coccinella". Roberto: "Ha detto la sua mamma. È andato dentro lì. Ha detto la sua mamma". Alice strofina l'indice su alcune parti della corteccia. Poi ci poggia tutto il palmo della mano destra. Dopo un po' anche della sinistra. Giulia gratta un po' la corteccia con le unghie delle mani. Poi ci appoggia la pancia e abbraccia il tronco. Giulia: "È andata lì dentro". Alice e Giulia si avvicinano al tronco fino a toccarlo con il naso. Poi guardano la chioma. Alice: "E la mosca vola!". Giulia avvicina le labbra alla corteccia e dice sottovoce: "La mamma. La mamma". Roberto mette il dito dentro una fessura nella corteccia: "È da mamma sua".