IL GIOCO DELLA LOTTA Le lucertole rientrano fra quegli animali da giardino che si possono incontrare e osservare abbastanza facilmente, poiché trascorrono molto tempo in habitat con poca vegetazione per poter stare al sole. Se siamo fortunati possiamo assistere anche alla lotta fra lucertole, che non è un gioco, anzi. Il gioco della lotta accomuna molti animali che si divertono. I cuccioli dei topi quando giocano alla lotta emettono un ultrasuono, non percepibile dall'orecchio umano, equivalente alla nostra risata. Fra gli animali, così come fra bambini, ci sono forme di comunicazione non verbale che fanno intendere che la lotta sarà un gioco, non un'aggressione. Restando agli studi nel mondo dei ratti, quando giocano fra loro alla lotta si strofinano il muso sul collo, mentre quando non lottano per gioco si mordono i fianchi. Per i bambini un manto erboso è un invito a giocare ad azzuffarsi, avvinghiarsi, rotolarsi l'uno sull'altro. Un bastone può ispirare il giocare a colpirsi, anche compiacendosi del rumore scaturito dal legno contro legno. Senza dirselo i bambini sanno di giocare alla lotta. In che modo? Innanzitutto, ridendo, poi scambiandosi i ruoli di dominanza e sottomissione, facendo "mosse" eclatanti; quindi, prevedibili e intercettabili rispetto a quelle che invece vengono utilizzate durante l'aggressione. Ovviamente, i colpi non arrivano mai a far male (se non per sbaglio o perché si è smesso di giocare). Nel corpo a corpo i movimenti sono ondulati anziché diretti come durante una prevaricazione. Sono morbidi nel buttarsi sul prato. In caso di una lotta con i bastoni si può osservare che i colpi sferrati per gioco sono più lenti e prevedibili rispetto a quelli che si potrebbero fare per procurare del male. Le regole, come in qualsiasi altro gioco, vengono continuamente negoziate. Infine, i giochi della lotta i bambini li fanno con gli amici, non con chi non conoscono. (A.D.P.) Il gioco della lotta (o gioco turbolento) raramente sfocia nel picchiarsi. Viene praticato soprattutto dai maschi (e per lo più dai papà se si svolge fra genitori e figli), ma ciò è anche una questione culturale. I giochi di lotta, però, tendenzialmente «non sono ben visti dall'adulto, convinto che la loro pratica sostenga la trasformazione dell'aggressività in violenza, contrariamente a quanto la letteratura evidenzia, soprattutto negli studi longitudinali. [...] La pratica dei giochi di lotta, in età infantile, si correla a maggiore abilità e flessibilità sociale nell'adolescenza ed età adulta. Questo effetto potrebbe essere dovuto al consolidamento del vincolo amicale dovuto alla continua negoziazione delle regole e all'alternanza nel ruolo dominante o subordinato» (Ceciliani, 2023, pp. 77 e 82). Il gioco autonomo della lotta è un'evidente esperienza autoregolativa.