PIANETI ALIENI Di solito i vecchi ceppi utilizzati come sedute o con funzione motoria appena cominciano a modificarsi sono rapidamente rimossi. Peccato, perché è proprio all'inizio della senescenza che danno il meglio di sé, divenendo esplosione di vita. Il consiglio, dunque, è di concentrarli in uno o più punti del giardino per farne pianeti speciali, capaci di accogliere forme di esistenza di matrice aliena. Protagonisti di questo sguardo visionario sono i funghi, che com'è noto costituiscono un regno a parte, comprensivo di oltre 700.000 specie. Nel nostro piccolo, oltre a una buona varietà di soggetti riconoscibili come tali, va messa in conto l'apparizione di muffe e mucillagini che davvero fanno pensare a un'invasione di ultracorpi, sia per l'aspetto amorfo sia la rapidità con cui si evolvono e dissolvono. Davanti a questi eventi le domande fioccano e le risposte sono sempre inadeguate se paragonate agli stupori suscitati. (S.S.) Per quanto riguarda i funghi lignicoli (generalmente non velenosi) che abbracciano i fusti con terrazzamenti ondivaghi, ricordiamoci di osservare i complessi reticoli dalla parte sottostante, la cui bellezza merita qualche appunto. E se i funghi si dicessero giunti a noi da mondi lontani, che dire dei licheni, originati da un patto antichissimo tra funghi e alghe? Una simbiosi che ancora oggi si perpetua con successo tramite un reciproco scambio di favori. C'è da rimanere esterrefatti a guardarli bene, e ogni descrizione farebbe loro torto. Proviamo a perderci nelle geografie che ci propongono, in quel lento irradiarsi che muove alla conquista delle superfici. Si tenga presente, come ci ricorda David G. Haskell (2014, p. 7), che noi stessi «siamo degli enormi licheni» perché «se esistiamo, è grazie alla vita di chi vive dentro di noi»: uno stuolo di esseri microbici che si sono aggregati per dare forma a un organismo complesso e consentirgli di funzionare. Il legno marcescente sembra riportarci a quando, oltre 450 milioni di anni fa, ebbe inizio la conquista delle terre emerse da parte della vita. Ne furono pioniere, insieme a funghi e licheni, anche le briofite, in altre parole i muschi, che tuttora si insinuano come schiume verdi negli anfratti, rivestendo qualsiasi supporto, purché umido e ombreggiato. In effetti la rigogliosità primitiva dei pianeti alieni di cui stiamo parlando si ha quando le condizioni atmosferiche, grazie a piogge e ristagni, consentono a questi organismi di riprodursi secondo una modalità che richiede acqua per la mobilità delle spore. Insomma, le nostre postazioni lignee restano giardini anche quando tutt'attorno la vita si appisola. Ma non è tutto, questi ambienti nascondono ben altro: movimenti e storie invisibili, che di tanto in tanto vengono alla luce con il loro bagaglio di interrogativi. Nei vecchi legni, infatti, non vivono soltanto le famigerate tarme, ma anche le larve di insetti ben più vistosi, che trascorrono la maggior parte della loro esistenza al buio, fino a coprire un arco temporale anche di tre o quattro anni.