IN-CANTATI DAGLI UCCELLI Ritorniamo agli animali che vivono intorno a noi. (A.D.P.) Non molto distante dal mio albicocco di riferimento abita Marco Di Domenico, noto divulgatore scientifico che ha partecipato a diverse ricerche faunistiche in Italia e all'estero. Lo incontro e gli racconto della mia finestra su un albero che ospita uccelli in ogni momento dell'anno. Praticamente, il soppalco del mio studio si affaccia sulla chioma di un albicocco, dove spesso sosta il mio sguardo. In ogni stagione è rigenerativo guardarlo anche solamente per un attimo, osservarlo, ascoltarlo. E proprio grazie a questo albicocco ho iniziato ad appassionarmi al canto degli uccelli. Devo ammettere che è una postazione privilegiata, non è semplice vedere gli uccelli alla loro altezza mentre frequentano le chiome degli alberi. Con l'aiuto di un'app per riconoscere gli uccelli dal canto e il confronto con chi se ne intende più di me in queste zone (abito nel Chianti fiorentino) ho cominciato a rendermi conto di quanto movimento ci sia fra gli alberi, i tetti, i cieli 365 giorni su 365. Così come quanta sia ampia la varietà dei canti al passaggio di tortore, storni, gazze, codirossi... Mi diverto a imitare qualche canto e vedere come reagiscono gli uccelli. Chiusa questa finestra sull'albero, racconto a Marco di come immagino i "giardini giocosi" e iniziamo a dirci come si potrebbe fare per creare un'oasi per gli uccelli anche in luoghi urbanizzati. Come far sì che i bambini possano soffermarsi ad ascoltare il cinguettio e fare in autonomia il gioco degli avvistamenti? Come osservare gli uccelli? E questo è il frutto del nostro discorrere peripatetico. «Realizzare giardini giocosi nella prospettiva di un , uno spazio attraente per gli uccelli, è molto semplice: basta non fare nulla. La cosa più importante è saper osservare, per accorgersi che laddove prevale l'allegro disordine naturale della natura, la vita abbonda. Attirati da fiori e frutta matura e dal riparo offerto dalle erbe alte, farfalle, api, coleotteri di ogni tipo, grilli e cavallette popolano prati incolti, bordure di muretti, siepi spontanee e angoli dimenticati. Dove ci sono piante spontanee ci sono insetti e dove ci sono insetti ci sono uccelli». birdgarden