DOLCE FAR NIENTE Diciamo un "orto capovolto". (A.D.P.) Gli orti nella storia sono stati anche luoghi di preghiera, della rimembranza, del riposo. Ambienti naturali dove ricercare un equilibrio fra bellezza e produttività, come nell'antica Roma. In quell'epoca era il contrario di . L'ozio era inteso come momento di cura di sé stessi, un tempo da dedicare anche agli studi (infatti questa parola passò a indicare l'attività letteraria, ). otium negotium otium litteratum Una zona orticola in ambiente educativo potrebbe prevedere ampi spazi liberi dove coltivare l'ozio. In termini di produzione sono spazi persi rispetto all'idea di ottenere più ortaggi possibili. In termini di processi l'orto capovolto è un ambiente interessante e bello che invita a fermarsi, con zone dove sedersi a leggere, dove giocare, dove dedicarsi al dolce far niente. In una zona con piante orticole e spazi dove poter sostare, i bambini possono soffermarsi anche davanti a due secchi. E fare giochi "fuori luogo" che ci permettono d'osservare i loro atteggiamenti di ricerca a partire da ciò che si aspettano e da ciò che non si aspettano. Buchi nell'acqua Claudia (30 mesi) si avvicina a due secchi pieni a metà della pioggia che è caduta nella notte. Prende uno, due, tre sassolini e con un veloce movimento li lancia tutt'insieme verso il secchio di fronte a sé. Un sassolino resta attaccato al palmo della mano destra, lo prende con la sinistra e lo getta nell'altro secchio accanto a lei. Claudia si alza e si muove nello spazio circostante, fra insalate di diversa varietà. Cammina guardando a terra, si ferma ogni tanto per prendere un sasso. Torna indietro e lascia cadere un sasso alla volta prima in un secchio poi nell'altro, alternando queste due azioni fino a rimanere con le mani vuote. Prende il manico del secchio davanti a sé, prova ad alzarlo e lo sposta di un piccolo passo. Mette le mani nell'acqua molto fredda e le ritira di scatto. Si guarda intorno e va a prendere, lì vicino, un mestolo dal manico lungo. Lo utilizza per prendere i sassolini in fondo all'acqua e rovesciarli nell'altro secchio. Claudia va via e ritorna con una piccola rondella di legno. La lascia cadere in un secchio e la osserva galleggiare. Con una mano la spinge verso il basso e ritorna subito su. Poi, con il mestolo fa il possibile per far restare la rondella sott'acqua. Si avvicina Miriana (28 mesi) che ha osservato la situazione, corre a prendere un mestolo e lo immerge in un secchio pieno di piccoli sassi. Poi, lo tira su e si ferma a guardare l'acqua che cola. Nel mestolo restano solamente alcuni sassolini. Miriana ha preso un mestolo con i buchi.