PASTICCIARE CON LE IDEE ( ) I miscugli i bambini li fanno senza che nessuno glieli vada a chiedere. Nel linguaggio comune il "miscuglio" non ha un'accezione del tutto positiva, eppure è un termine utilizzato nelle scienze con un significato ben preciso. Rispetto al nostro "pasticciare" possiamo dire che il miscuglio è una mescolanza di due o più sostanze, può essere omogeneo e allora sarà una soluzione se almeno una delle sostanze è liquida. Nei miscugli omogenei le diverse sostanze non sono più distinguibili a livello macroscopico (non le vedo una per una, vedo solo il miscuglio). Può invece essere un miscuglio eterogeneo quando le differenti sostanze che mescoliamo rimangono distinguibili a livello macroscopico (sono visibili una per una nel miscuglio) ad esempio la sabbia nell'acqua, zucchero e polvere di caffè, acqua e olio. A.D.P. Nella tipologia di oggetti che possono sostenere la creazione di miscugli, con o senza acqua, rientrano i pestelli e i mortai, strumenti che risalgono alla notte dei tempi. Una volta una bambina di circa quattro anni disse: "Il pestello si chiama pestello perché si pesta!". E il suo compagno: "E il mortaio perché si fa morire... quello che si schiaccia". Da lì in poi seguì un dibattito se le foglie di salvia nel mortaio muoiono quando le stacchi dalla piante, quando le schiacci, quando sono così schiacciate che non le vedi più... oppure se non muoiono mai. Di mortai e pestelli ce ne sono di molti tipi: per le salse, per gli aperitivi, per i colori... Mettere a disposizione mortai di diversa grandezza (alti, bassi, larghi, stretti...) e diversi pestelli (piccoli, grandi, corti, lunghi...) esprime il nostro "credo pedagogico" nei confronti della ricerca ludica dei bambini. Non solo, poter scegliere la combinazione fra un pestello e un mortaio in base alle proprie abilità contribuisce a sostenere un contesto inclusivo. I miscugli sono una fra le tante cose che i bambini possono fare in autonomia con pestelli e mortai in un ambiente naturale. Da questi miscugli potrebbero venire fuori "acque odorose" (profumate e puzzolenti) in modo casuale o intenzionale. Di certo, avere a disposizione oggetti di questo tipo è un'occasione per dedicare giorni, settimane, mesi, anni a ipotesi, realizzate o meno. E noi possiamo documentare sia le scoperte che i bambini accolgono con entusiasmo sia le scoperte non gradite. Narrare ciò che i bambini realizzano di "riuscito" è solamente un aspetto del loro agire giocoso. Charles Darwin, che con le sue minuziose osservazioni ha cambiato il modo di vedere il mondo, aveva come regola quella di annotare anche ciò che era contrario alle sue teorie. E se lo faceva Darwin, documentare gli "errori" come aspetto fondamentale della ricerca, lo possiamo fare – modestamente – anche noi. Pestelli e mortai