( ) Premesso che dobbiamo evitare di avere un atteggiamento ansioso nei confronti della natura che ci circonda, penso che, ragionando attorno ad alberi, bambini e spazi educativi, vi siano rischi che è importante e doveroso provare ad assumersi (come l'idea che i bambini utilizzino gli alberi per arrampicarsi o che adoperino i rami durante le loro esperienze) e pericoli che è bene evitare. Si sa, i bambini molto piccoli tendono a esplorare il mondo anche attraverso la bocca, e quindi è fondamentale che non entrino in contatto con sostanze tossiche o velenose, soprattutto se queste si trovano all'interno di ritrovamenti attrattivi, magari morbidi e colorati come alcuni frutti carnosi. Quindi, nei giardini zerosei, in particolare zerotre, meglio bandire gli esemplari femminili di agrifoglio (è pianta dioica dai frutti velenosi) e i tassi (velenosi in ogni loro parte con l'eccezione dell'arillo rosso che circonda il seme). Principi velenosi sono presenti anche nella corteccia e nei semi della robinia e nelle castagne matte dell'ippocastano. P.D. Diverse insidie, per quanto riguarda intossicazioni e avvelenamenti, arrivano anche da arbusti e rampicanti. I frutti carnosi sono sempre gli organi più attrattivi e quindi attenzione a pallon di maggio, berretta da prete, ligustro, laurotino, edera, vite americana e caprifoglio, ma conviene, in relazione alla potenza del loro veleno, diffidare anche di maggiociondolo, oleandro, lauroceraso (che si potrebbe confondere con l'alloro) e bosso seppur semi, corteccia e foglie siano sicuramente organi meno invitanti. Può valer la pena ricordare i rischi collegati all'azione di alcuni insetti urticanti e pungenti; conviene quindi evitare la presenza nei giardini dei pini (in particolare il pino nero) laddove è segnalata la processionaria. Seme di tiglio