I bambini, se non hanno vissuto un'esperienza di rischio, non saranno in grado di riconoscerlo. Garantire un rischio calcolato significa anche questo, far sì che i bambini possano sperimentarsi, in particolar modo le prime volte, con noi adulti accanto, silenziosamente incoraggianti, sereni e rassicuranti, pronti a intervenire se strettamente necessario. Poi, come spesso accade, poiché la discesa è più insidiosa della salita, un sostegno in un momento di ritorno, su richiesta, può essere ben gradito. Autoregolarsi non è semplice, come adulti, di fronte agli occhi grandi dei bambini che ricercano il nostro sguardo per condividere l'ambizione di salire un po' più su. Potrebbe venire voglia di prenderli, sollevarli e portarli sull'albero. Ma è impareggiabile la soddisfazione di arrampicarsi da soli, conquistando centimetro dopo centimetro, osservando i compagni, nell'arco di giorni, mesi, anni. A noi possono sembrare tempi lunghi, ma sono quelli che ci vogliono per crescere in sicurezza. Possiamo resistere alla "tentazione" di sollevarli e aspettare che ce la facciano, dove arrivano, arrivano. Se vediamo alcuni video di Emmi Pikler abbiamo l'evidenzia di come ciò possa accadere. Nel suo "dare tempo" un principio fondamentale, fin dai primi mesi di via, era (ed è) che «l'adulto non metta il bambino in una posizione o non lo inciti a fare un movimento se il bambino non l'ha ancora scoperto e sperimentato nel corso della sua attività autonoma e di sua iniziativa» (Szanto-Feder, 2014, p. 32). E questo modo di (non)agire richiede un'attenta osservazione e conoscenza dei bambini in modo da dialogare con le individuali zone di sviluppo prossimale. Un po' più su, a uno dei rami più solidi di un albero possiamo far passare un lungo e resistente tessuto largo circa un metro (si trovano di recupero nelle industrie tessili). Formati due lembi che calano da una parte e dall'altra di un grande ramo, se facciamo in basso un grande nodo che unisce le estremità del tessuto otteniamo un piccolo nido dove sedersi, lasciandosi avvolgere dal tessuto dondolandosi un po'. Un dondolio che rilassa ricordando quello vissuto nel grembo materno e che, crescendo, diventa sempre più motivo di gioco. Un'installazione da collaudare e monitorare, come tutte le altre anche con una scheda tecnica, con l'intenzione di non tenerla fissa per non affaticare troppo l'albero. Una sorta di amaca che cala dalla chioma di un albero.