Dare corda Sabra prende il capo di una corda lunga circa due metri e inizia a camminare trascinandola dietro di sé. Un po' alla volta si avvicinano altri tre bambini che prendono la corda e seguono Sabra. Quasi in fila, ben saldi alla fune, i quattro bambini (dai 30 ai 34 mesi) iniziano a salire sulla montagnola. Yamir cade e gli altri continuano a inerpicarsi. Poi si rialza e riprende la corda. Tutti fanno una lieve corsetta nello scendere la montagnola e iniziano a camminare l'uno accanto all'altro. Si fermano e si guardano. Yamir inizia a scuotere la corda e così fanno gli altri iniziando a ridere. Tamara con passo sostenuto inizia a camminare e gli altri la seguono. Yamir corre un po'. La corda avanza a "U", cioè guidata da Tamara e da Yamir. I due iniziano a girare intorno a un albero per più volte. E la corda si accorcia sempre più. Tamara: "Oh no! È fermato!". Tutt'e quattro si avvicinano alla corda attorcigliata all'albero. Yamir prende un punto della corda e la tira. Diego va via. Tamara prende un capo della fune e gira intorno all'albero fin quando non c'è più corda. E Tamara comincia a cantare: "Giro giro tondo...". Tutt'e tre si prendono per mano e iniziano a fare il girotondo intorno all'albero. QUANDO MUORE UN ALBERO, PUÒ RINASCERE ( ) Anche un albero può ri-nascere. Una volta caduto può essere una risorsa di vita sia per gli animali che possono trovare un loro habitat, sia per noi che possiamo ri-utilizzarli. Può essere un albero tagliato nel proprio giardino, abbattuto nel territorio circostante e recuperato in accordo con l'Ufficio ambiente del Comune. Chi ha fatto rinascere un albero portando un tronco nei servizi zerosei ci dimostra che è possibile farlo in conformità con le norme di sicurezza (per saperne di più si rimanda a di Bosello, Cava, Regazzi, 2023). A.D.P. Cade un albero nasce un gioco Interessante documentare il ciclo di rinascita da condividere anche con i bambini creando un clima d'attesa per il suo arrivo. ( ) Dai tronchi d'albero tagliati si può ottenere un'ampia gamma di oggetti di cui proponiamo una sommaria (e sempre discutibile) catalogazione relativa allo spazio esterno. Un tronco sdraiato affonda naturalmente nel terreno stabilizzandosi da solo. In alcuni casi conviene mettere delle zeppe. Costituisce una quinta in grado di proteggere i bambini rispetto a una spazialità troppo aperta. Offre, grazie alle irregolarità che normalmente caratterizzano la sua estensione, appigli per alzarsi, appoggi per sostenersi in autonomia e per i più grandi "spit" per mani e piedi che consentono brevi arrampicate orizzontali. Esso è anche un "gigante dormiente", visti gli spunti continui che la sua fisicità irregolare offre alla pareidolia, la tendenza di ricondurre a figure note oggetti dalla forma casuale. Non richiede particolari manutenzioni, se non l'iniziale smussatura di eventuali asperità puntute e la levigatura di sezioni di taglio scheggiate o spigolose per considerarlo in conformità con le norme di sicurezza. Normalmente, l'azione del micelio nel tempo lo ammorbidisce, rendendo flessibili e innocue le eventuali piccole schegge. P.A.