OGGETTI "FUORI LUOGO" Nei giardini caratterizzati dalla biodiversità ci saranno materiali naturali rilasciati ciclicamente dalle piante, come legnetti, foglie giganti... Questi elementi sono una risorsa interessante per la giocosità dei bambini, a tal punto da non avere un giardino troppo "pulito" anche lasciando, dopo una manutenzione, qualche cumulo d'erba tagliata, una zona con alcune frasche potate... Il tutto, seppur possa sembrare paradossale, facendo attenzione a non veicolare l'idea di un giardino trascurato. Anzi, possiamo creare delle aree dove organizzare le raccolte di elementi naturali, anche utilizzando oggetti di diverso tipo. Un tocco curioso che possiamo dare agli spazi esterni caratterizzati da biodiversità può avvenire allestendo alcuni oggetti fuori catalogo: quotidiani e di recupero, limitando l'utilizzo della plastica, in modo che ciascun kit sia ben connotato, cioè in una zona, su un punto d'appoggio, dentro contenitori come uno scolaposate... Altrimenti questi oggetti perderebbero di valore e non si saprebbe dove riporli; quindi, mancherebbero alcune fondamentali condizioni di autonomia da parte dei bambini. Pochi oggetti, che quasi non si vedono, mimetizzati nel verde, da scoprire giorno dopo giorno. Alcuni fissi e altri che vanno e tornano nel tempo. Poche cose, a rotazione, tutte diverse, nessuna uguale, in modo tale da andare incontro alla ricerca di novità dei bambini in una prospettiva inclusiva. Non si tratta di allestire oggetti per offrire "apprendimenti preconfezionati", ma attendere il corso del gioco autonomo, mettendo in conto che alcune nostre predisposizioni potrebbero non venir considerate. In tal caso, gli oggetti che non riscuotono il successo sperato si possono mettere in un altro punto del giardino, conservarli per ripresentarli assai dopo, altrimenti fare pace con sé stessi. Quell'inaspettato agire ludico in autonomia è un'opportunità di ricerca per noi adulti nel reperire nuovi oggetti a sostegno del desiderio di conoscenza dei bambini, sempre nell'ottica di realizzare ambienti eterogenei, dove l'aspetto fondamentale è che la biodiversità sia in dialogo con la giocosità dei bambini. La ludodiversità che i bambini possono esprimere nell'andare dove li porta il gioco in molti casi è inimmaginabile. Ed è anche per questo che possiamo affermare che un intervento preventivo e predeterminato in cui diciamo "guarda qui... guarda là..." distrae lo sguardo dei bambini e noi dal loro. Viceversa, da parte nostra, si tratta di riconoscere le curiosità dei bambini nelle direzioni che non ci aspettiamo. Un intervento anticipatorio da parte dell'adulto potrebbe andare a determinare modi di agire convenzionali, se non addirittura conformistici, che abbassano drasticamente, in certi casi fino ad annullare, le potenzialità che possono emergere nel triangolo giocoso fra bambini, ambienti naturali e oggetti "fuori luogo".