SULLA SOGLIA Oltre alle piccole cose, anche ogni più piccolo momento ha un suo significato. E noi lo possiamo valorizzare dando tempo al tempo, anche quando siamo sulla soglia. Procedere con calma prima d'uscire e prima di rientrare permette ai bambini d'impegnarsi a fare ciò che riguarda alcuni loro interessi maggiori, come il giocare e la vita quotidiana. Si pensi ai momenti per mettersi e togliersi il giubbotto, gli stivali di gomma, il sovrapantalone e la giacca impermeabile (quest'ultimi due capi d'abbigliamento offrono flessibilità stagionale). Si pensi anche al piacere di fermarsi a giocare con il cappello, con i bottoni, con i compagni. Ci vuole uno sguardo attento per riconoscere la ricchezza di situazioni come queste al pari di molte altre esperienze. Considerato l'impegno, la tenacia e il piacere dei bambini in momenti simili, se vissuti con sapiente calma pedagogica, possiamo riflettere su cosa togliere nell'organizzazione generale della giornata per non "perdere tempo" rispetto al vivere in modo profondo momenti come il vestirsi e lo svestirsi, per di più mettendo in conto qualche inevitabile presa d'iniziativa ludica. Dunque, possiamo organizzarci a piccoli gruppi in uno spazio dove ritrovare e riporre i propri indumenti a colpo d'occhio, prevedendo una seduta di riferimento per noi adulti in modo da stare comodi nel sostenere con lo sguardo e nell'aiutare i bambini. Un adulto che si siede sta facendo il proprio mestiere nel porsi come punto stabile di riferimento e nel comunicare calma attraverso una profonda attenzione verso tutti e ciascuno. E ciò vale anche all'aperto, le sedute posizionate in diverse zone (non in un unico punto panoramico) permettono di veicolare ai bambini che quanto sta accadendo per noi adulti è importante al pari di qualsiasi altro momento della giornata, osservandoli in silenzio. Seduti con uno sguardo attento alle sfumature dei giochi dei bambini, con un sincero interesse, siamo un vero e proprio punto di riferimento. E se la seduta lo permette i bambini possono venire da noi a farsi abbracciare, a raccontarsi, ad accomodarsi anche "solo" per il gusto di starci vicini. Ritorniamo al momento della soglia, fra dentro e fuori, al fatto che l'organizzazione è una questione squisitamente pedagogica. La tempistica – quindi il nostro conseguente atteggiamento – per uscire e per rientrare evidenzia le nostre priorità educative e didattiche. Per esempio, come dire che a breve si rientra? Avvicinandosi ai piccoli gruppi, ai bambini che giocano da soli, aspettando il momento giusto per dirlo quando gli sguardi s'incrociano e si aprono le maglie del loro stare. Poi, mettere in conto di farlo anche più volte, sempre in modo sussurrato, con un atteggiamento che si pone da delicato esempio, come vorremmo che gli altri facessero nei nostri confronti.