SCAVI IN CORSO Se i bambini toccano il cielo con un dito è anche vero che con le mani scavano, per il gusto di scavare, in modo autonomo, dai giardini dei servizi educativi zerotre a quelli della primaria (fino all'ultimo giorno del quinto anno). Una continuità ludica che non può lasciarci indifferenti. Garantire e narrare quest'esperienza è un impegno che possiamo prendere, dà significato ai bisogni dell'infanzia a partire dall'osservare il gioco autonomo in ambienti naturali. (A.D.P.) Però, potrebbe capitare che i bambini facciano buche in punti dove si rivelano "trappole". A ben guardarle, anche quelle buche che si vedono poco in zone di passaggio hanno un loro perché. La scelta di dove scavare riguarda il più delle volte un'attenta osservazione delle caratteristiche della terra: perché è friabile, perché non c'è l'erba, perché è stato tolto un bel sasso... Per individuare una "zona scavo" possiamo partire proprio dalle analisi del suolo che fanno i bambini. Una cosa è decidere noi adulti dove predisporre un box dove scavare, e un'altra è individuare un punto insieme ai bambini, parlandone, assecondando i progetti silenziosi. Alcune buche "insidiose", condividendo la scelta con i bambini, possono essere ricoperte. Altre volte, per sostenere lo scavo in corso dove c'è molto passaggio, possiamo organizzarci per delimitare ed evidenziare le singole zone. Possono essere più di una, che si aggiungono a quelle effimere che durano un giorno o poco più, ciascuna con le proprie caratteristiche, frutto di ricerche e relazioni fra bambini in dialogo con i mutamenti naturali. La buca è un luogo d'incontro anche per un tempo molto lungo, a tal punto che può raggiungere dimensioni ragguardevoli sia in termini di ampiezza sia di profondità. I bambini scavano con le mani fino a un certo punto. Ci sono situazioni in cui potrebbe servire uno strumento. Muoversi nell'interno dei giardini discriminando gli elementi naturali a disposizione in virtù delle proprie ipotesi è un'esperienza complessa che viene intrapresa di spontanea volontà. Per far sì che ciò avvenga possiamo fare in modo che nei giardini ci siano ramaglie, cascole e avanzi di potature. Una condizione che potrebbe far rabbrividire chi vorrebbe un "giardino pulito", ma in perfetta sinergia con lo "sporco" della terra. Lasciare quel minimo di rametti secchi, oltre a offrire un materiale di gioco dai mille e più usi non solo per lo scavo, permette di creare un contesto che sostiene le molteplici sfumature del gioco autonomo in un ambiente naturale. Potrebbe servire qualcosa di lungo, corto, largo, stretto, impugnabile, leggero, pesante, a punta...