MONTAGNOLE Nei giardini giocosi ci possono essere scavi, ma anche montagnole. (A.D.P.) Dei dislivelli sembra proprio che i bambini non possano fare a meno. Ricercano continue sfide da intraprendere nel salire, scendere, saltare, scivolare. Un impegno motorio ricco di pensieri che fanno i conti con le emozioni. Con la terra possiamo creare montagnole. Si può andare dai "piccoli cucuzzoli" ai "grandi altopiani" con pendenze accessibili (per esempio con sedie a rotelle). Sulle montagnole i bambini "fanno il solco", nel senso che trascorrono così tanto tempo nel salire e scendere che, passando soprattutto dallo stesso punto, non cresce più l'erba. Anche se di fronte alle ostinate scalate non può che restare la terra, sulle montagnole possiamo seminare quell'erba non amata dai cultori del prato all'inglese: la gramigna, nota per la grande resistenza allo stress meccanico, oltreché idrico. Scalare le montagnole non riguarda il "semplice" raggiungere la cima, ma arrivarci passando dai versanti più difficili, ri-conoscendo che la discesa è più insidiosa della salita. Gli scalatori di montagne dicono che la meta non è la cima, ma ritornare alla base. Salire, scivolare, scendere Su una piccola montagnola di terra è seduta Cristina, educatrice. Lei è con un piccolo gruppo di bambini intorno ai 18 mesi. Azzurra sta in piedi alle pendici della montagnola. Fa un passo in avanti per iniziare a salire, ribilancia tutto il corpo e poggia le mani sulla terra. Muove le gambe per salire a carponi, va un po' avanti e scivola subito indietro al punto di partenza. Azzurra prova più volte la scalata, poi si sdraia sul pendio, con lo sguardo verso il cielo. Intanto Margherita, avanzando con mani e ginocchia a terra, è arrivata quasi in cima, dà una mano all'educatrice che dice "Oh issa!". Arrivata sulla vetta, si siede e si guarda intorno con un nuovo punto di vista. Trascorsi diversi minuti, Margherita si dà una piccola spinta e inizia a scivolare da seduta lungo il pendìo fino a ritornare al punto di partenza. Azzurra adesso è salita un po', resta sdraiata con la pancia poggiata sulla terra e le mani aggrappate all'erba. Muove i piedi e scivola di nuovo giù. Con calma si alza e riguarda la montagnola davanti a sé, alta poco più di lei. Setacci "impertinenti"