IN CONFORMITÀ CON LE NORME DI SICUREZZA Gli allestimenti originanti non sono le prime cose che saltano all'occhio di chi vede per la prima volta i giardini giocosi. Si lasciano scoprire e interpretare un po' alla volta, quasi mimetizzati in un ambiente ricco di biodiversità. (A.D.P.) "Sì, però non è a norma", è la comprensibile obiezione che si può fare anche rispetto a autocostruzioni essenziali. Intorno a questo tema, ho avuto appassionate discussioni con Paolo Giordano, sin da quando ci siamo conosciuti alla Libera Università del Gioco. Riflessioni che sono continuate insieme a Tania Meoni e Piero Cibeca, fino al punto di arrivare a farne una pubblicazione del CRED Zona Pisana. Non ho fatto in tempo a risentire Paolo Giordano prima del suo ultimo respiro. Dunque, rileggo il suo contributo nel volume 2 di (Meoni, Cibeca, Di Pietro, 2022) e ne condivido un estratto pensando a questa domanda: come si possono auto costruire semplici allestimenti nel rispetto delle norme di sicurezza? EduCARE con la natura Solitamente riferirsi alla normativa è vissuto come un limite alla creatività e un ostacolo all'entusiasmo dei volenterosi. Citare la normativa incoraggia la creatività e sviluppa la consapevolezza del rapporto educativo tra gioco e sviluppo del bambino. In particolare, si deve fare riferimento alla "Norma UNI EN 1176". Nella norma si legge: A. Rispettando le caratteristiche del gioco dei bambini e il modo in cui i bambini traggono vantaggi dal gioco nelle aree da gioco in termini di sviluppo, i bambini hanno bisogno di imparare ad affrontare il rischio e questo può provocare bernoccoli e contusioni e, occasionalmente, anche la rottura di un arto. B. Lo scopo della presente norma è, in primo luogo, quello di impedire incidenti con conseguenze disabilitanti o fatali, e in secondo luogo di diminuire le gravi conseguenze provocate da un incidente occasionale che potrebbe inevitabilmente accadere nel tentativo dei bambini di ampliare il loro livello di competenza, sia esso sociale, intellettuale o fisico. L'obiettivo non è quindi eliminare qualsiasi tipo di rischio. Nelle definizioni contenute nella norma non compare il cortile scolastico. Per analogia, e per lo specifico accenno alla funzione educativa, possiamo considerare ogni spazio esterno [dei servizi educativi per l'infanzia] come generica area di gioco. La regola è sempre quella di eliminazione del "pericolo" inteso come "rischio inatteso" che il bambino non è in grado di prevedere e a cui non è pronto a reagire. L'entusiasmo per la realizzazione di manufatti in legno non ci deve far dimenticare che la sicurezza va compresa prima di essere progettata. Dal punto di vista strutturale gli elementi di fissaggio metallico devono essere adeguati a supportare i carichi d'esercizio durante la vita utile prevista per il manufatto. Oltre alle verifiche statiche e strutturali occorre prestare attenzione ai fenomeni corrosivi che possono pregiudicare la sicurezza della struttura.