Abbiamo detto che, una volta riportato un po' di prato, esso può rappresentare un biotopo ricco di specie a bassa manutenzione. In generale sono il clima, cioè la temperatura, la piovosità, l'intensità del sole e poi le proprietà biochimiche del suolo a determinare le scadenze di sfalcio e il numero degli interventi. Il prato in primavera inizierà a crescere fino a raggiungere una taglia media dei 50-80 centimetri in corrispondenza della piena fioritura, durante i mesi estivi probabilmente a giugno e luglio. Il primo sfalcio, se lo si vuole fare, avviene poi a fine fioritura. Lo sfalcio è un modo molto più dolce del taglio meccanico. È importante che le piante abbiano il tempo di sfiorire e successivamente di seminare. Per questo motivo l'ultimo sfalcio, quello vegetativo, avviene verso settembre-ottobre e lascerà il prato riposare sino a primavera, quando inizierà a ricrescere. Ogni sfalcio dovrebbe essere effettuato solo a piccole chiazze, in modo che gli animali possano trovare velocemente un nuovo riparo nei rimanenti pezzi incolti. L'erba falciata, inoltre, deve essere lasciata sul prato stesso, in modo tale che i semi dei fiori ancora attaccati alle piante secche possano depositarsi sul terreno. Tutto in natura è ciclico ed è importante garantire il ritorno dei nutrienti delle piante nella terra. Ricordiamo che i prati fioriti non vanno concimati perché i troppi nutrienti a disposizione favoriscono lo sviluppo delle graminacee, che crescono più rigogliose e soffocano la maggior parte delle altre specie da fiore, fino a eliminarle completamente. Infatti, in natura i prati più fioriti e più ricchi di biodiversità sono quelli che crescono su terreni poco fertili. SEMBRAVA IMPOSSIBILE FINCHÉ QUALCUNO L'HA FATTO In uno spazio esterno cementificato o con l'erba sintetica, se spunta un'erba(ccia), con buone probabilità i bambini saranno là intorno. Quando ciò avviene, cosa ci stanno dicendo? Potrebbe essere un invito a "prendere a cuore" l'implementazione di piante utilizzando vasi, cassoni, aiuole rialzate... Sapendo che "cuore" ha la stessa radice etimologica di "coraggio". (A.D.P.) Un'area cementificata può essere trasformata in un prato rimuovendo la pavimentazione artificiale e riportando alla luce la terra viva. Questa è un'azione di attivismo ecologico coraggioso. (C.M.) Se abbiamo pazienza, a partire dalla terra liberata possiamo osservare insieme l'affascinante processo della successione ecologica. Possiamo assistere al ripopolamento delle specie vegetali, come all'arrivo dei primi muschi e delle erbe pioniere che popolano il primo strato sulla terra nuda. Il processo, se lasciato al naturale, comprenderebbe decine di anni di successione ecologica.