IL GIOCO C'È MA NON SI VEDE In giardini con piante di diverso tipo, dislocate dove meno te le aspetti, con qualche oggetto da niente ed essenziali punti d'appoggio c'è più giocosità di quanto si possa immaginare. Il gioco c'è ma non si vede, ancor di più se ci sono spazi dove poter vivere momenti d'intimità ludica, giocare a nascondersi, stare un po' riparati dallo sguardo degli adulti. E questi ripari possono essere vegetali, variegati e mutevoli. (A.D.P.) Nei verdi ripari i bambini non spariscono completamente dalla nostra vista, così come noi non scompariamo dalla loro. Avvolti in una tana fatta di rami, foglie, fiori, bacche, verdure, con tutti i benefici psichici, fisici e sociali che comporta lo stare immersi nel verde, i bambini possono vivere esperienze di (stra)ordinaria ludicità. Giochi autonomi ricchi di "Vitamina N" (Louv, 2019), come direbbe Richard Louv, noto per aver ipotizzato il , cioè il "disturbo da mancanza di rapporto con la natura" poi confermato da successive ricerche scientifiche. E spazi per lasciar giocare i bambini, come direbbe Peter Gray, che «ci porta a riconoscere una sorta di (disturbo da mancanza di gioco) che comprende anche la mancanza di rapporto con l'ambiente naturale» (Farné, 2018, p. 32). Nature Deficit Disorder Play Deficit Disorder Verdi ripari dove giocare in autonomia, ma anche dove dedicarsi al dolce far niente, annoiarsi un po'. Confrontarci con una sana solitudine in un verde riparo, da soli o in piccolissimo gruppo, può essere contemplazione. Quale posto migliore, se non un riparo verde da chi non contempla il perdere tempo? Restare immobili assorti osservando i più minimi particolari. Dedicare un intenso interesse a tutto ciò che si muove anche in una giornata dove non si muove foglia (proviamoci, resteremo stupiti anche noi). Concentrarsi sui suoni stando un minimo protetti dai rumori esterni. Toccare un buco in una foglia mangiucchiata dagli insetti. Respirare il vento. Contemplare è un fare che genera cambiamento. Lo spazio vuoto di una tana è un luogo dove rilassarsi, far decantare nodi e inciampi della giornata. È ascoltarsi. È un habitat dove praticare la pazienza. E quando meno te lo aspetti può nascere un gioco che germoglia da un piccolo particolare che era già lì, ma ancora non si vedeva.