(E.B. e S.C.) Altre diverse specie come il salice bianco (Salix alba L.), il salice da ceste (Salix triandra L.), il salice da vimini (Salix viminalis L.) sono sicuramente delle piante che si prestano facilmente a questo scopo. Se conosciamo chi ha già questa pianta, basterà chiedergli dei rami ottenuti dalla potatura di inizio primavera e, dopo averli posti in un secchio pieno d'acqua per alcuni giorni, noteremo che hanno sviluppato delle radici. Si potrà quindi piantarli direttamente nel terreno a una distanza di circa 20 centimetri in modo da creare le forme più svariate: a cerchio, rettangolari, ovali.

Sarà importante mantenere per tutta la stagione successiva il terreno ben annaffiato e umido, in modo che le piante possano sviluppare un adeguato apparato radicale e formare nuovi rami lunghi e vigorosi. Basterà allora intrecciare insieme i rami riunendo le cime per creare così la chiusura della tana. Per poter mantenere la forma del rifugio sarà necessario nel periodo primaverile potare le piante per eliminare le parti in eccesso, togliere l'eventuale secco e continuare a intrecciare i nuovi rami.