I giochi autonomi pongono tanti interrogativi a noi adulti. Ogni gioco rappresenta una stratificazione di domande e alcune di queste possono essere esplicite, per esempio come in questo attimo ludente: "Perché ci svegliamo e ci addormentiamo?". La complessità della realtà vissuta con giocosità dai bambini pone quesiti che non meritano risposte avventate e frettolose. Il gioco di queste bambine ruota intorno alla concezione del tempo, un tema che viene affrontato in diversi modi. Lo scorrere del tempo scandisce il ritmo degli accadimenti ludici fra giorno e notte. Si parla di ore e di strumenti per misurarlo, come la sveglia e la clessidra. E poi, ci sono dimensioni che riguardano la natura. Siamo in una scuola di campagna e probabilmente le bambine sanno che il gallo non fa "chicchirichì" solamente all'alba. Inoltre, abbiamo la luna che si vede anche di giorno e il sole che non si vede di notte. Perché? Durante questo gioco, in effetti, la luna è visibile nel cielo e ha ispirato la narrazione. E poi, nelle pieghe dei giochi autonomi, ci sono domande implicite: non è che forse i bambini giocano a far finta di dormire per risposarsi per davvero? Dormiamoci sopra su temi come la qualità del sonno e i ritmi delle giornate, per poi tenere ben aperti gli occhi su come i bambini vivono il tempo. Coltiviamo la consapevolezza che il sonno e il gioco, durante l'infanzia, sono due indicatori fondamentali per la qualità della vita. CAPANNI PERENNI Di piante da far arrampicare o legare a un supporto, come le canne di bambù, ce ne sono anche perenni, sia caducifoglie sia sempreverdi. Possiamo realizzare strutture portanti per verdi ripari a una o più entrate e dalle forme più disparate. Molto interessanti sono anche strutture a forma di "tunnel". (A.D.P.) Fra le piante rampicanti, facciamo alcuni esempi pensando ai fiori e ai frutti. (G.A.) Per primo il nasturzio ( ) pianta dalle proprietà nutritive e medicinali che, da giugno a ottobre, fa fiori gialli, rossi o screziati molto appariscenti e profumati. È resistente, facile da coltivare e richiede poche cure. Cresce molto bene anche in vaso e le sue foglie hanno una sorta di capacità "idrorepellente" per cui ci possiamo divertire a osservare come l'acqua ci scivoli sopra. Tropaeolum majus Non si può non citare una pianta della famiglia delle rosacee, la rosa banksiae ( ), la rosa senza spine. Si tratta di un ibrido di una rosa cinese che fu introdotto nella prima metà dell’Ottocento in Europa da coloro che venivano definiti “cacciatori di piante”. Rosa banksiae