DIALOGHI SONORI In un capanno verde, pur considerando quanto può offrire in termini di petali, frutti, foglie, si può allestire una batteria di pentole che potrebbe essere utilizzata per il trasporto di elementi naturali, per far finta di cucinare. Ma anche per sedercisi sopra e, perché no, per giocare a suonare in autonomia. (A.D.P.) Il fatto che padelle, casseruole, scovolini siano all'esterno e per di più in uno spazio fonoassorbente, com'è un capanno vegetale, può garantire un'esplorazione sonora che non disturba più di tanto gli altri bambini in giardino ed eventuali vicini. Avere la possibilità d'incontrare ciclicamente pentole diverse per grandezza e materiale (acciaio, alluminio) combinati con battenti di ogni tipo (oggetti, elementi naturali) è sicuramente una ricchezza rispetto a una batteria statica e immutabile nel tempo. Ben vengano anche periodi dove questi oggetti non ci sono nei giardini, noteremo che ogni ritorno dopo un'assenza rinverdisce il gioco dei bambini. Se invece valutiamo di lasciarli per pochi giorni, quelli di pioggia possono permettere di raccogliere l'acqua da utilizzare in più modi e ascoltare come cambia il suono se un pentolino è pieno o vuoto. A tal proposito, facciamo attenzione a sostituire tempestivamente le pentole se compare la ruggine, se ci sono parti danneggiate. Evitiamo pentole antiaderenti perché si rovinano facilmente. Inoltre, posizionare questi oggetti in orizzontale, cioè poggiati a terra, può favorire i "dialoghi sonori" fra bambini e fra adulto e bambino grazie alla possibilità di guardarsi negli occhi stando faccia a faccia. «Due bambini che giocano insieme coi suoni possono, più o meno inavvertitamente, mettere in atto una serie di regole combinatorie tali da promuovere uno sviluppo della comunicazione musicale» (Vitali, 2018, p. 31). Se il dialogo sonoro si attiva con l'adulto, ciò va considerato «uno spazio relazionale e giocoso, in cui fare esperienza del piacere della comunicazione, favorendo nel bambino lo sviluppo della percezione di sé, dell'altro e dell'ambiente» (ivi, p. 32). Ma come rispondere all'invito di un bambino a prendere parte del suo gioco autonomo? Come favorire questo giocoso processo auto-espressivo? Innanzitutto, concentrarsi sul "rispecchiamento", ovvero sul ripetere il gesto-suono in modo empatico, mantenendo il ruolo da adulto. Una "ri-sonanza emotiva", riproducendo nel modo più fedele possibile il suono o la sequenza di suoni che fa un bambino, senza affrettarsi nei momenti di silenzio nel darsi il turno di dialogo, stando a tu per tu, faccia a faccia. Una modalità che permette ai bambini di acquisire consapevolezza e di approfondire le proprie esplorazioni grazie al lungo rispecchiamento nell'adulto.