Poesia materia Giusi Quarenghi , nell'accezione più comune, significa la sostanza, le sostanze, di cui sono fatti i corpi e le cose. Al singolare è frequentemente associata a spirito, in un binomio che può indicare complementarietà o esclusione, sempre differenza, spesso contrasto se non opposizione, con sottintesa nonché indiscussa inferiorità della prima rispetto al secondo. Materia Ma come osservava Karl Kraus, le parole, a guardarle da vicino, portano lontano... E allora cominciamo proprio da qui: guardiamola da vicino, questa parola, e vediamo se e quanto lontano ci porta. , «ciò che costituisce la sostanza di un corpo», è la «sostanza di cui è fatta la , in latino il tronco dell'albero come produttore di polloni», e in effetti il legno è stato ed è materia madre, la prima materia usabile e usata, in quanto facile da reperire, maneggiare, trattare, trasformare. Materia mater 1 sta dunque per tutte le tante e varie sostanze di cui sono fatte le tante e varie cose e forme, organiche e inorganiche, note o ignote che siano, e dice di sé, di quello che fa: produce, genera, fa nascere, fa germogliare, si trasforma e si lascia trasformare. Materia , matrice, grembo, che può e fa. Una parola dal potenziale semantico ampio e denso che ci porta effettivamente lontano, molto lontano... addirittura vicino a poesia, per quanto strano possa sembrare. Materia mater viene dal greco , che significa potere, fare, produrre, creare, poter fare: quello che si può volere/desiderare e, insieme, quello di cui si è capaci, che è di fatto realmente possibile. Poesia poiein : Cortelazzo M., Zolli P., , Zanichelli, Bologna, 1983, p. 730. 1 Dizionario etimologico della letteratura italiana