In questa prospettiva spazi e materiali sono parte integrante della qualità educativa offerta ai bambini e alle famiglie. Ambienti, materiali, oggetti, immagini e colori sono da scegliere in base a criteri orientati all'armonia complessiva, nella costante ricerca di un equilibrio etico ed estetico. È preferibile introdurre oggetti scelti e rinnovati nel tempo in base agli interessi dei bambini: materiali non strutturati ed elementi naturali che valorizzano una pluralità di linguaggi e si prestano a dar forma all'esperienza creativa e comunicativa dei bambini, rispetto a giocattoli strutturati in plastica, più rigidi nelle possibilità di utilizzo e meno interessanti nelle percezioni sensoriali che offrono. La ricerca del "meno è più" ( ), il famoso gioco di parole coniato dall'architetto Mies Van der Rohe, è un'esperienza affascinante, che allena l'intelligenza e può migliorare la nostra vita e quella degli altri; non è solo una conquista intellettuale, è anche un'emozione che ha un intenso valore estetico e comunica un'inconfondibile percezione di bellezza e di armonia. less is more Spesso diamo per scontati gli ambienti che abitiamo, gli spazi che frequentiamo e soprattutto quanto questi influenzino le nostre relazioni, i processi educativi e i percorsi di crescita dei bambini nella costruzione della loro identità nel mondo. Scegliere la semplicità per ripensare gli spazi educativi è anche un'importante occasione di riflessione sull'idea di bambino e sui suoi reali bisogni di crescita verso una cultura dell'infanzia più libera da stereotipi e condizionamenti consumistici. Il "mini" invece del "mega", la qualità al posto della quantità, l'autenticità, la linearità, la cura, l'ordine, l'eleganza, sono condizioni esistenziali per il benessere e per la crescita dei bambini, ma anche degli adulti (Palandri, Zoccatelli, 2017). 3. CONNESSIONI L'intelligenza di un bambino che cresce ha molti modi d'espressione, ma rimane una. L'espressione verbale, quella corporea, la narrazione, il linguaggio grafico, la musica, la matematica, gli oggetti, i fenomeni compongono una geografia complessa, ma in definitiva appartengono a un unico mondo d'esperienze, internamente connesse, in modo talvolta più esplicito, talvolta implicito, talvolta nascosto, ma non per questo meno emozionante. I linguaggi espressivi, quindi, appartengono alla specie umana fin dalla nascita: crescono e si sviluppano se nutriti e sostenuti da contesti educativi, culturali e artistici accoglienti, vivaci e stimolanti. Chi è accanto ai bambini al nido, a scuola e in famiglia, sa come essi siano portati a esprimere con immaginazione e creatività le loro emozioni e i loro pensieri.