Il mondo delle tecnologie luminose e analogiche, inoltre, rappresenta una magnifica palestra dell'immaginario e invita i bambini a muoversi in un sistema complesso e immersivo, fatto di relazioni, rilanci e riflessi nei quali sono possibili continui collegamenti, confronti, trasformazioni e ripensamenti necessari nell'azione del conoscere (Reggio Children, 2018). I bambini, fin da piccoli, sanno abitare contesti dove non c'è una realtà concreta ed è naturale che, di fronte a questi paesaggi digitali, siano entusiasti nell'esplorarli in quanto percepiti come contesti reali. Il setting teatrale che tali luoghi conferiscono prende vita dalle mani e dai pensieri dei bambini, in un costante prestito di saperi e "trafficamento" creativo, per prove ed errori, per approssimazioni e ipotesi combinatorie (Reggio Children, 2019, p. 16). Imparare ad ascoltare, vedere, osservare e interpretare le azioni, i pensieri, le logiche interrogative e costruttive dei bambini ci permette d'apprendere l'arte di stare e conversare con loro, di capire quali processi e procedure scelgono per entrare in relazione e scoprire insieme agli altri. Agli educatori compete, quindi, la responsabilità di progettare e costruire contesti che sostengano questi processi che promuovano le relazioni e la continua nascita dello stupore. 2. GIOCHI DIGITALI CON UNA WEBCAM Gli allestimenti e gli spazi all'interno di una scuola hanno un carattere di trasformabilità e flessibilità che accompagna quotidianamente le ricerche dei bambini. Quando questi luoghi incontrano materiali "impertinenti" come, ad esempio, una webcam, il gioco si fa ancora più serio e sorgono nuove realtà modificate e affascinanti. L'occhio magico della webcam trasforma gli oggetti, tenta di entrarvi all'interno, cambia la morfologia delle materie, provoca e genera situazioni dove l'immagine virtuale sconfina nell'iperrealismo, dove il finto è più vero del vero (cfr. ivi, pp. 87-110). Nel corso di questi giochi simbolici cambiano i punti di vista, si sdoppiano le immagini, nascono nuove prospettive e micromondi nei quali i bambini amano sostare per poter indagare ed elaborare nuovi pensieri. La composizione e il set accompagnano le esplorazioni dei bambini che, come veri registi, narrano storie fatte di scoperte casuali e relazioni impossibili prossime alla loro immaginazione e ricche di effetti speciali. Progettare un contesto dove la webcam diventa un ponte tra l'agito dei bambini e lo spazio vuol dire organizzare un ambiente che parla di movimento, dinamicità e simultaneità, ma allo stesso tempo di inciampo, sosta, riflessione, in quanto gli scherzi visivi da essa provocati generano domande e conflitti cognitivi che alimentano la tensione alla ricerca e necessitano l'ascolto e il rilancio di un adulto.