Ma varcare la soglia significa anche entrare in contatto con opportunità estetiche invitanti e spontaneamente percepibili, che si offrono all'incontro, all'osservazione, ai giochi dei bambini, a stare in relazione tra loro, perché uniti da un interesse comune. Lo zerbino segnala infatti anche il varco per uscire in giardino, ma nel contempo ci indica che lo spazio esterno richiede una sua organizzazione, un pensiero dedicato al valore dell'esplorazione, del movimento, della curiosità, della meraviglia. Sono queste risorse educative che possono emergere solo se pensate, riflettute, organizzate. Oltretutto con le nuove regole introdotte dai tempi della pandemia è incentivato il tempo di gioco nel "fuori", dove le bellezze che naturalmente la natura ci offre fanno da contesto evocativo e incoraggiano l'incontro, lo scambio, il dialogo. C'è una relazione che si espande nel fuori, nei giochi consueti ma anche nelle perlustrazioni degli oggetti che la natura offre generosamente nel variare dei colori, delle forme, delle sensazioni da condividere. "Scoprire insieme, crescere accanto" può essere la sintesi emotiva e cognitiva dello stare in relazione dentro esperienze che hanno salde radici nelle risorse della natura. È a questa sensibilità che occorre porgere uno sguardo attento e condiviso con le famiglie, a cui l'appello di evitare la ridondanza di giochi e giocattoli è sicuramente molto utile e pertinente. Al tempo stesso suggestivo è lo sguardo euristico, cioè «interessato a esplorare aspetti meno indagati e a valorizzare una parte di "mondo" che può permettere una relazione più intensa con il proprio mondo» (Guerra, 2017, p. 18). Camminare mano nella mano, un passo dopo l'altro, per soffermarsi sulla pietra dal colore rosato che dà contorno al nostro cammino o trattenere lo sguardo sulla coccinella che percorre in lungo e in largo la foglia caduta dall'albero, sono "attimi fuggenti" ma significativi. Per i grandi è un ritornare bambini, alla tenerezza delle cose incontrate e a suo tempo non conosciute, per i bambini è scoprire l'energia della meraviglia e dello stupore verso ciò che è semplicemente 'bello'. 3. «QUESTO SONO IO... QUESTI SONO I MIEI AMICI...» La vita dentro contesti educativi è fatta di una pluralità di relazioni, ma c'è anche l'apertura alla relazione territorio, il rapporto con le istituzioni e con tutto ciò che è fuori, l'extrascuola. Di conseguenza, riconoscersi e riconoscere ogni persona che dà forma sensibile alla comunità educativa è un terreno di lavoro a cui prestare attenzione. Non è facile, ma è il primo passo da compiere per ricercare e scegliere strade giuste in grado di garantire visibilità a volti e identità, nelle modalità piacevoli di un habitus esplorativo che ogni giorno dà conto di chi c'è e chi non c'è.