La professionalità degli educatori trova nella relazione con il bambino e nelle pratiche di cura i suoi punti di forza, ma questo non esclude la necessità di altre competenze riferite alla regia del contesto. L'ambiente educativo assolve una funzione importante, dev'essere pensato come alleato del protagonismo dei bambini, quindi come territorio di azioni, di gioco, di esperienze, nonché di condizioni indirizzate al benessere e al piacere di essere insieme. È questa una sfida per educatori e insegnanti, perché presuppone la capacità di superare pratiche, eredità di una tradizione pedagogica disattenta al valore degli spazi, che in molte realtà hanno rappresentato un limite, piuttosto che una risorsa, di fronte alle potenzialità dei bambini. È a partire dagli asili nido, in particolare, che possiamo registrare, sempre più nel corso degli anni, un investimento nell'organizzazione degli spazi che si presentano in molti casi fertili di stimoli, confortevoli, esteticamente armoniosi, capaci di dare testimonianza dell'agire dei bambini e degli adulti. La qualità in un contesto educativo va ricercata in molte direzioni e una tra queste è la possibilità dell'incontro dei bambini con la bellezza. È un obiettivo che richiede l'investimento su elementi di gradevolezza estetica e sull'attenzione ad aspetti percettivi ed emozionali, di norma non presi in carico nella pratica educativa, ma di fatto connessi a scelte pedagogiche essenziali. È per questo necessario riflettere sulle azioni e sui comportamenti che, nella quotidianità di un servizio per l'infanzia, consentono a bambini e adulti l'incontro con "piccole bellezze", che rappresentano grandi occasioni per stare bene e per dare valore a ciò che di più bello l'esperienza del mondo consente. Questo significa che possiamo far vivere ai bambini la consapevolezza dell'esistenza della bellezza nella realtà e della possibilità d'incontrarla ovunque. 1. IL PIACERE DI GUARDARSI ATTORNO Non vogliamo fare riferimento alla bellezza in senso lato e assoluto, che s'identifica con la qualità formale nel rispetto di canoni astratti, ma a una bellezza connessa a specifiche opportunità nella vita quotidiana che nutrono le percezioni, la sensibilità, la capacità emozionale dei bambini. Le piccole bellezze non sono abbellimenti; anche se hanno come scopo la qualità estetica, la riconducono a condizioni fruibili dai bambini, per quanto riguarda sia gli aspetti percettivi e gli oggetti presenti negli spazi educativi, sia gli aspetti relazionali e affettivi. Volgersi verso la bellezza significa promuovere scelte tese a realizzare lo stare bene di tutti, adulti e bambini, attraverso il piacere di guardarsi attorno e di trovare in ciò che il nostro sguardo incontra una gratificazione estetica ed emozionale.