Per questo gli spazi educativi devono connotarsi come luoghi che consentono ai bambini di vivere, come succede nella casa, il sentimento dell'abitare. Come la casa, sono contenitori di affetti, quindi devono essere segnati dai vissuti di ciascuno, in modo da trasmettere un senso di sicurezza e d'appartenenza. Nel nido e nella scuola dell'infanzia il bambino si sente accolto se percepisce di essere in un luogo segnato dalla sua soggettività, che lo sa sostenere e incoraggiare nell'agire quotidiano. Accoglienza e sicurezza richiedono condizioni che mettono in valore le tracce di chi vive in quello spazio e che alimentano la memoria di storie condivise. C'è perciò una domanda che ogni educatore dovrebbe porsi: il nido, o la scuola dell'infanzia, dove lavoro, può essere considerato "un luogo" o si presenta come un "non luogo"? Domanda significativa in quanto il benessere del bambino e le possibilità di godere delle opportunità di apprendimento e socializzazione offerte dall'istituzione educativa dipendono fortemente dal fatto che il piccolo senta di appartenervi, avverta di esserne un partecipante attivo, ne riconosca l'identità e senta di contribuirvi (Bondioli, 2020, p. 136). Agli educatori, per rispondere a questa domanda, è richiesto l'impegno a superare la consolidata proposta di spazi centrati su funzioni piuttosto che sulle soggettività. Nido d'infanzia di Cles (Tn) — Cooperativa "La coccinella" (Trento) 2. LA BELLEZZA È CURA Nell'intento di arricchire i servizi educativi con il criterio della gradevolezza e delle sollecitazioni estetiche, possiamo partire dall'intreccio virtuoso di bellezza e di cura. La cura che rivolgiamo al bambino, che si esprime attraverso l'ascolto, il riconoscimento e la protezione, richiede non solo gesti e atteggiamenti, quindi posture relazionali, ma anche luoghi amabili in cui i bambini possano stare bene, ritrovarsi intorno a cose che parlano di loro e che testimoniano l'attenzione che gli adulti hanno verso i loro bisogni. Le pratiche di cura devono perciò incidere anche sui luoghi che accolgono il bambino.