La cura estetica degli spazi non si ottiene una volta per sempre; ha bisogno di costanza, non è solamente manutenzione degli elementi concreti, ma capacità d'arricchimento e di cambiamento, volontà d'integrare nuovi stimoli e nuove testimonianze. Gli spazi richiedono uno sguardo attento che orienta il desiderio di rinnovarli a misura delle scelte e delle caratteristiche sempre diverse dei bambini e necessitano di essere resi attuali rispetto alle esperienze che accolgono. Non è positivo vedere spazi che restano uguali negli anni; è piuttosto un segno della disattenzione ai bisogni dei bambini che cambiano e della difficoltà che hanno gli educatori a interpretare e a valorizzare la realtà che è intorno. Gli spazi devono essere protetti dal disordine e dall'usura, hanno bisogno di pensieri e di carezze per essere preservati dalla trascuratezza e dal disinteresse. La cura del contesto in ogni servizio educativo non si esaurisce nel momento della progettazione, ma presuppone la responsabilità quotidiana degli educatori nell'avere attenzione per il modo con cui ogni cosa è proposta e conservata, perché anche l'ordine è bellezza. La qualità dei gesti di chi vive uno spazio lascia un'impronta. Questo rimanda all'importanza della presenza di adulti professionalmente motivati, che attraverso la cura del servizio testimoniano il coinvolgimento positivo che caratterizza il loro impegno quotidiano. Un luogo educativo è piacevole e bello quando esprime una tonalità affettiva positiva, quando riflette sensibilità verso gli altri e buone relazioni, aspetti centrali della cura. La bellezza si manifesta nella gentilezza dei comportamenti e delle parole, nell'attenzione e nell'affezione verso le persone e le cose. Possiamo dire che c'è assonanza tra cura ed estetica nel senso che c'è bellezza dove si manifestano gesti accurati e accoglienti, dove si legge una corrispondenza tra le azioni e quanto il contesto propone un'effettiva corrispondenza di valori che si traduce nel comprendere l'effettivo vantaggio sociale di cui la qualità delle esperienze sensoriali può essere portatrice. L'intelligenza estetica ci rende attori di un saper essere, mediatori di bellezza attraverso gli strumenti della parola, del gesto, dello sguardo (Baldriga, 2021, p. 35). È in virtù di questa consapevolezza che i luoghi dell'infanzia, in quanto luoghi di relazioni, di cura e d'affetto, ricercano e testimoniano la bellezza a partire da comportamenti premurosi che si depositano sugli spazi e vi lasciano una traccia visibile. 3. COSE BELLE PER GIOCARE Il gioco, principale opportunità di benessere e di crescita, si espande se si nutre con la presenza di cose belle che catturano l'interesse dei bambini. Anche il gioco beneficia perciò della bellezza e trova nella predisposizione di uno spazio attento alle sollecitazioni estetiche una sua specifica valorizzazione.