Sono amici preziosi che parlano con lui in molti modi, maestri che non esigono, ma che gli consentono di agire con grande piacere (Honegger Fresco, 1994). Dobbiamo interrogarci su quali mondi vogliamo aprire di fronte ai suoi occhi, quali possibilità hanno le sue mani di toccare e di scoprire la bellezza e la qualità di un oggetto. Solamente con un oggetto piacevole e gradito, il bambino ripete più volte le stesse azioni, nello sforzo di vedere ciò che sta succedendo. Maria Montessori, proprio a proposito degli oggetti ludici, afferma che il bambino li utilizza volentieri, se sono attraenti e piacevoli, per le loro caratteristiche estetiche (Borghi, 2021). La bellezza trova ampio riconoscimento nella pedagogia montessoriana, che richiama gli educatori ad avere un'attenzione estetica nelle scelte relative all'organizzazione degli spazi, per aiutare il bambino a stare in un rapporto positivo con l'ambiente e per consentirgli esperienze sensoriali piacevoli. Nelle cose sono depositati idee e affetti che possono contribuire ad allargare gli orizzonti mentali ed emotivi (Bodei, 2009). C'è sempre un dialogo tra le cose e il bambino e nel gioco esso acquista un valore speciale, diviene occasione per incoraggiare esplorazione e creatività. Attraverso le esperienze ludiche l'immaginario infantile si alimenta, i bambini imparano a condividere emozioni, a regolare e a riconoscere i loro vissuti emotivi e quelli degli altri, vengono via via facilitati nelle relazioni interpersonali. Tutti questi sono aspetti indispensabili per crescere. Nido d'infanzia Madamadorè — Montelupo Fiorentino (Fi) 4. ALIMENTARE LA SENSIBILITÀ ESTETICA Luoghi curati dal punto di vista estetico hanno anche la funzione di valorizzare e affinare nel bambino il suo potenziale creativo. La libertà da stereotipi, l'immaginazione, l'apertura al nuovo si alimentano nel contatto con contesti che attraggono e dove trova posto lo stupore che di per sé genera motivazione e interesse a esplorare e conoscere.