I bambini di oggi sono sempre più "nativi digitali" e sempre meno esploratori attivi; già molto piccoli si sanno destreggiare abilmente con i mezzi tecnologici, ascoltano musiche e video dai cellulari messi a disposizione dagli adulti. Capita spesso d'osservare, nei servizi dedicati ai più piccoli, bambini che si avvicinano con timore alle prime esperienze a contatto con la natura, soprattutto nelle fasi di esplorazione dei materiali, gli stessi bambini che poi "sfogliano" un albo, facendo scorrere le dita sulla pagina, da destra a sinistra.

Ripensare il lavoro educativo diventa perciò doveroso, così com'è necessario riflettere sui materiali da proporre, su come allestire gli spazi, su quali esperienze offrire, affinché l'agire dell'adulto dia significato ai processi di conoscenza dei bambini e favorisca contesti d'accoglienza, di benessere e (voglio aggiungere) di bellezza.