9. Tempo e paura Ora che conosciamo meglio il valore dell'esperienza diretta nella natura, dobbiamo esaminare gli ostacoli che vanno superati per renderla più accessibile. Alcuni sono di natura culturale o istituzionale: la crescente conflittualità e le tendenze in ambito educativo che precludono ai bambini l'esperienza diretta nella natura. Altri ostacoli sono di natura strutturale, come l'organizzazione delle città. Altri sono più personali o familiari, come la pressione del tempo e la paura. Una caratteristica comune a queste barriere istituzionali e personali è che chi le ha erette lo ha fatto solitamente in buona fede. Quando mio figlio Jason aveva nove anni, un pomeriggio, dopo averlo preso a scuola, ci fermammo in un parco del quartiere per giocare a palla. Il prato si stava riempiendo di squadre di bambini che giocavano a calcio. Jason e io ci spostammo verso il bordo del parco, dove c'era un'area libera. Avevamo appena iniziato a passarci la palla quando si avvicinò la madre di uno dei compagni di classe di Jason. Conoscevo quella donna atletica; si impegnava molto in funzione dei risultati scolastici e sportivi dei suoi figli. E si impegnava ancora di più per i propri. "Cosa state facendo?" chiese lei, con un sorriso. "Aspettate una squadra?". "No, stiamo solo giocando a palla", risposi mentre la passavo a Jason. "Ah, ok, state ammazzando il tempo..." Quand'è che giocare a palla al parco è diventato un modo per ammazzare il tempo?