14. Diventare astuti Affrontare la paura dell'uomo nero Quando i miei figli erano più piccoli e volevano giocare nel canyon dietro casa, dondolarsi sulla corda o esplorare il torrente che scorre nel boschetto di eucalipti, preferivo che lo facessero in compagnia e che avessero con sé il cellulare. Non erano contenti all'idea di prendere il telefono, ma sapevano che sottomettersi alla mia vigilanza era il prezzo per la loro libertà. A mano a mano che crescevano, ho cercato di bilanciare quella che, in quel momento, era una paura infondata. Ho sottolineato l'importanza che attribuivo alle loro esperienze nella natura. Li ho portati a fare escursioni nella foresta della montagna di Cuyamaca o nel deserto di Anza-Borrego e ho lasciato che corressero avanti, mentre io rimanevo volutamente distante, al limite della vista e dell'udito. Li ho messi deliberatamente a confronto con la natura. Ho portato mio figlio maggiore con me nei viaggi di ricerca per i miei libri: siamo andati alla ricerca di squali al largo della costa di San Diego e abbiamo cavalcato con i cowboy messicani fino al Rio Santo Domingo di Baja California. Lì abbiamo catturato trote geneticamente rare e ho visto Jason arrampicarsi silenziosamente sui massi, senza però perderlo mai di vista. Il trucco è stato di proporre esperienze a rischio controllato. Portavo Matthew, il mio figlio più giovane, sulla Sierra; ci spostavamo assieme su una barca a remi sulla baia a poche miglia di distanza, mentre lui guardava le pastinache che si muovevano come pipistrelli nelle acque tranquille.