2. La terza frontiera La frontiera è spacciata. È morta con gli stivali allacciati (M.R. Montgomery) Sulla mia libreria c'è una copia di , scritto nel 1915 da Daniel C. Beard, un ingegnere civile che si era poi dedicato alla carriera artistica, famoso soprattutto per essere stato uno dei fondatori dei Boy Scout negli Stati Uniti. Per mezzo secolo scrisse e illustrò una serie di libri sulla vita all'aria aperta. è uno dei miei preferiti, soprattutto per i suoi disegni a penna e inchiostro, grazie ai quali Beard riesce a catturare l'essenza di un'epoca in cui l'esperienza della natura per un giovane era inseparabile dalla visione romantica della frontiera americana. Shelters, Shacks and Shanties Shelters, Shacks and Shanties Se questi libri fossero stati pubblicati oggi, sarebbero stati considerati pittoreschi e politicamente scorretti, per non dire altro. Il loro pubblico di riferimento erano i ragazzi, e sembravano suggerire che nessun ragazzo degno di questo nome potesse godersi la natura senza abbattere quanti più alberi possibili. Ma ciò che contraddistingueva questi libri, e l'epoca che rappresentavano, è la convinzione indiscussa che stare a contatto con la natura significasse fare qualcosa, fare un'esperienza diretta e non limitarsi a osservare.