22. Fuoco e sviluppo Come creare un movimento Alle prime luci dell'alba mia moglie Kathy si svegliò e uscì per prendere il giornale. Sentì un'ondata di calore e guardò in alto. Il cielo era nero e ambra, e molto minaccioso. "C'è qualcosa che non va", disse scuotendomi la spalla. Quattro ore dopo, uscivamo da Scripps Ranch, mentre qualcosa di arancione e fiammeggiante con un occhio infuocato al centro ci fissava dall'alto. Il nostro furgone era stracolmo di passato: album di foto, vestiti e disegni dei nostri figli, quadri tolti dalle pareti. Il miagolio di Binkley, il gatto che stava in una scatola di cartone, si univa alle sirene. "Come può succedere? È come se ci tirassero via il tappeto sotto i piedi", disse Matthew, il nostro figlio adolescente, con le parole che gli si strozzavano in gola. Era sbalordito e incredulo. Era convinto che il suo mondo sarebbe finito in mille pezzi. "Va tutto bene", risposi nel tentativo di rassicurarlo, "considerala come un'avventura. Ehi, sono cresciuto con i tornado. Facevamo questo genere di cose ogni primavera". "Beh, io no", disse. E aveva ragione. Guidammo verso nord ovest, tenendo d'occhio la nuvola di fumo che ingigantiva nello specchietto retrovisore. Il traffico era intenso, e quaranta minuti dopo ci fermammo in un parcheggio di un motel sul lato dell'autostrada, vicino all'oceano. Il motel offriva sconti agli sfollati. La hall era piena di cittadini di San Diego, storditi e accompagnati dai loro animali domestici.