Secondo lo psichiatra Pietropolli Charmet la scuola non ha più alcun significato simbolico e istituzionale per i giovani e gli insegnanti, per ottenere ascolto e attenzione, devono continuamente offrire agli studenti qualcosa di interessante e accattivante, devono stabilire una relazione che, spesso, risponde più a una richiesta affettiva che educativa sebbene non sia questo il suo compito. Concorda con questo punto di vista?
Sì, anche se non sono sicura che si possa sempre parlare di “richiesta affettiva”, perché poi gli studenti sono diffidenti nei confronti di quegli insegnanti che tendono a proporsi come “amici”. Forse allievi e genitori vorrebbero paradossalmente una scuola formativa, e magari anche autorevole e severa come una volta, ma senza dover fare troppa fatica e perdere troppo tempo nello studio e nei compiti.