CAPITOLO ix Il taglio cesareo Tutta la storia artorire con taglio cesareo è una pratica nuovissima nella storia dell’uomo. Si tratta di un’operazione che, in alcune situazioni, può risultare necessaria e salvavita per madre e figlio; tuttavia le attuali percentuali relative al cesareo sono esagerate, molto superiori al numero di mamme e bambini veramente a rischio. In entrambi i soggetti sani un cesareo implica gli eventuali problemi legati agli interventi addominali maggiori, oltre ai rischi aggiuntivi dovuti all’inosservanza dei normali processi del parto. P Le donne sono spesso all’oscuro delle potenziali conseguenze negative, arrivando persino a credere che il cesareo sia più sicuro del parto normale. In questo capitolo illustreremo i dati medico-scientifici sulla sicurezza del parto cesareo affinché le donne propense a questo tipo di scelta – comprese quelle che hanno già subìto un cesareo – possano decidere in modo informato. Inoltre daremo indicazioni su quando il cesareo è davvero necessario. Il primo cesareo di cui si abbia notizia risale al 1581, quando il porcaro Jacob Nufer impiegò i propri strumenti sulla moglie, in travaglio da molti giorni. Non solo l’operazione riuscì perfettamente, ma dopo di allora Madame Nufer mise al mondo altri quattro figlioli, di cui due gemelli. Si verificarono altri casi isolati nel corso del XIX secolo, per quanto il tasso di mortalità raggiungesse, allora, il 75 per cento a causa dell’inesistenza dell’anestesia, l’incuria igienica e l’assenza di cure efficaci contro le infezioni post operatorie . 1,2 In genere si ricorreva al cesareo in caso di sproporzione feto-pelvica, diffusa tra le donne fino agli anni Cinquanta a causa della malnutrizione infantile che provocava rachitismo e deformità pelviche. Sebbene gran parte dei cesarei avesse luogo in ospedale vi sono evidenze di interventi domestici, segnalate da alcuni testi a partire dagli anni Trenta in cui, tra l’altro, si raccomanda l’uso di illuminazione elettrica al posto delle candele, che rischiavano di infiammarsi con le esalazioni di etere utilizzato come anestetico . 3,4 I progressi nelle pratiche anestetiche e antisettiche, il ricorso alle trasfusioni sanguigne e, in particolare, la scoperta degli antibiotici negli anni Quaranta hanno contribuito a rendere il cesareo più sicuro, aumentandone le “prescrizioni”: condizioni per le quali esso viene considerato idoneo dal punto di vista medico. L’incisione del segmento inferiore (“taglio bikini”) fu descritta per la prima volta nel 1926 da John Munro Kerr, e rese l’intervento meno rischioso per i parti successivi . 5 Negli ultimi decenni il tasso dei cesarei negli Stati Uniti è aumentato vertiginosamente: dal 5,5 per cento del 1970 al 22,8 per cento circa del 1993 e il 31,1 per cento del 2006 . Il tasso di cesarei in Canada era, nel 2005-2006, del 26,5 per cento mentre in Inghilterra del 23,5 per cento . 6 7 8 9 10 L’aumento di queste percentuali aggrava il sistema sanitario di oneri notevoli. I costi iniziali per questo tipo di intervento ammontano a circa 4.372 dollari per ogni cesareo primario pianificato, rispetto ai 2.487 dollari per uno vaginale (cifre del 2003), senza tener conto dei costi aggiuntivi dovuti alle maggiori probabilità di cure speciali per il neonato e per la riospedalizzazione della madre. Le medesime stime nel Regno Unito ammontano a 3.200 sterline per un cesareo e 1.698 sterline per un parto vaginale, incluse alcune spese per l’assistenza sanitaria nei due mesi successivi . 11 12,13 Le percentuali relative ai cesarei sono lievitate in modo significativo anche in altri Paesi sviluppati e in via di sviluppo. Tra quelli che annoverano percentuali esorbitanti la Cina (40,5 per cento nel 2000), Messico (39,1 per cento nel 2002), Brasile (36,7 per cento nel 1996), Italia (36 per cento nel 2002), Portogallo (30,2 per cento nel 2002) . Cifre superiori sono state registrate nel sistema sanitario privato, rispetto a quello pubblico, di Madras (Chennai) India (47 per cento del privato contro il 20 per cento del pubblico tra il 1997 e il 1999) , Australia (40,3 per cento del privato contro il 27,1 per cento del pubblico nel 2005) , e Brasile, dove nel 2004 il tasso registrato negli ospedali privati superava l’80 per cento . 14 15 16 17 L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma: “Non vi sono giustificazioni perché uno Stato abbia un tasso [di cesarei] superiore al dieci-quindici per cento” . Questo dato è suffragato da una recente analisi dei tassi internazionali di cesarei confrontati con la mortalità materna e perinatale, il che suggerisce come con percentuali oltre il 15 per cento i rischi per la madre e per il bambino superino i benefici . 18 19 Note C.M. De Costa, , “Med. J. Aust.”, 1 “Ript from the Womb”: A Short History of Caesarean Section 174(2), 15 gennaio 2001, pagg. 97-100. S Lurie, 2 The Changing Motives of Cesarean Section: from the Ancient World to the Twenty-First , “Arch. Gynecol. Obstet.”, 271(4), aprile 2005, pagg. 281-285. Century Ibidem. 3 B. Solomon, N. Falkner, , Oxford, Oxford University Press, 1937, 4 Tweedy’s Practical Obstetrics pagg. 582-4, J.M.M. Kerr, 5 The Technique of Cesarean Section, with Special Reference to the Lower Uterine , “Am. J. Obstet. Gynecol.”, 12, 1926, pagg, 729-734. Segment Incision Morbidity and Mortality Weekly Report, Rates of Cesarean Delivery - United States, 1993, 6 Atlanta GA, Center for Disease Control, 44(15), 21 aprile 1995. Ibidem. 7 B.E. Hamilton, J.A. Martin, S.J. Ventura, , Hyattsville, National 8 Births: Preliminary Data for 2006 Center for Health Statistics, vol.56, n. 7, 2007. Canadian Institute for Health Information, , Ottawa, CIHI, 2007. 9 Health Indicators 2007 A. Richardson, C. Mmata, Statistical Bulletin: NHS Maternity Statistics, England: 2005-2006, 10 Londra, The Information Centre, 2007. E. Declerq, M. Barger, H.J. Cabral, et al., 11 Maternal Outcomes Associated with Planned Primary , “Obstet. Gynecol.”, 109(3), marzo 2007, Cesarean Births compared with Planned Vaginal Births pagg. 669-677. National Institute for Clinical Excellence, , 12 Caesarean Section: Clinical Guideline, Londra National Collaborating Centre for Women’s and Children’s Health, 2004. S. Petrou, C. Glazener, 13 The Economic Costs of Alternative Modes of Delivery during the First , “BJOG”, 109(2), febbraio Two Months Postpartum: Results from a Scottish Observational Study 2002, pagg. 214-217. F. Althabe, C. Sosa, J.M. Belizan, L. Gibbons, F. Jacquerioz, E. Bergel, 14 Cesarean Section Rates and Maternal and Neonatal Mortality in Low-, Medium-, and High-Income Countries: an Ecological , “Birth”, 33(4), dicembre 2006, pagg. 270-277. Study B. Solomon, N. Falkner, op. cit. 15 P. Laws, S. Abeywardana, J. Walker, E. Sullivan, , vol. cat. 16 Australia’s Mothers and Babies 2005 n. PER 40, Sydney, Australian Institute of Health and Welfare National Perinatal Statistics Unit, 2007. F.C. Barros, C.G. Victora, A.J. Barros, et al., 17 The Challenge of Reducing Neonatal Mortality in , Middle-Income Countries: Findings from Three Brazilian Birth Cohorts in 1982, 1993, and 2004 “Lancet”, 365(9462), 5-11 marzo 2005, pagg. 847-854. Organizzazione Mondiale della Sanità, , “Lancet”, 2(8452), 24 18 Appropriate Technology for Birth agosto 1985, pagg. 436-437. F. Althabe, C. Sosa, J.M. Belizan, L. Gibbons, F. Jacquerioz, E. Bergel, op. cit. 19 I rischi per la madre Un cesareo implica un intervento addominale maggiore, che comporta rischi inevitabili. Gli studi mostrano come il rischio di morte materna dopo un cesareo, sebbene nel complesso resti contenuto, risulti intorno alle quattro volte superiore a quello successivo a un parto vaginale, tenuto conto persino delle condizioni di salute della madre . Si stima, ad esempio, che il rischio di morte materna dopo un cesareo elettivo (non d’urgenza) sia di due su diecimila – quattro volte superiore a quello del normale parto vaginale . Le principali cause di morte sono infezioni, embolie e conseguenze dell’anestesia . 20,21,22 23 24 Oltre a ciò dal 20 al 40 per cento delle donne presenta complicazioni post operatorie: le più diffuse risultano le infezioni uterine, della ferita o del tratto urinario . Le madri sottoposte a cesareo hanno una possibilità doppia di andare incontro a gravi complicanze, e cinque volte maggiore di dover assumere antibiotici dopo il parto, rispetto a quelle che hanno partorito per via vaginale . Fino a una donna su dieci sperimenta la lacerazione accidentale dell’utero o di altre strutture pelviche. Una recente revisione canadese rilevò che complicanze importanti quali gravi infezioni, isterectomia o arresto cardiaco risultavano in totale tre volte più probabili tra le madri cesarizzate a basso rischio che in quelle che partorivano per via vaginale: rispettivamente il 27 per 1000 contro il 9 per 1000 . Un secondo studio recente rivelò un aumento di più del 50 per cento del rischio di ictus nell’anno successivo al cesareo . 25,26,27,28 29 30 31 32 Alcuni studi sui risvolti psicosociali mostrano come, dopo un cesareo, le donne si sentano meno soddisfatte della propria esperienza di parto , siano più esposte all’eventualità di un nuovo ricovero , meno sicure con il proprio bambino , abbiano minori probabilità di allattare , e avvertano maggiormente la fatica anche dopo quattro anni . Le ricerche sulle conseguenze del cesareo sulla depressione post partum (DPP) non sono omogenee: alcuni studi mostrano un aumento del tasso di DPP dopo un cesareo d’urgenza , mentre altri non evidenziano alcun effetto . Lobel e De Luca, dopo un esame della letteratura in merito, concludono che le madri cesarizzate presentano stati depressivi più frequenti, i quali tuttavia non risponderebbero a tutti i criteri dell’effettiva DPP . L’umore depresso nella madre che ha subìto un cesareo sarebbe riconducibile al contatto posticipato con il bambino: da uno studio dettagliato risultava che le madri cesarizzate avevano una maggior probabilità di subire un ritardo nel primo incontro con il figlio e di avere un tono dell’umore basso sia in ospedale, sia otto mesi dopo il parto, rispetto alle madri che avevano partorito per via vaginale . In altre ricerche oltre la metà delle mamme che avevano subìto un cesareo non programmato presentava sintomi di stress post traumatico . 33 34 35 36 37 38 39 40,41 42 43 44 Il parto cesareo è stato presentato come vantaggioso per le funzioni del pavimento pelvico materno, specie in termini di prevenzione dell’incontinenza urinaria. Tuttavia recenti revisioni sono giunte alla conclusione che gli effetti protettivi del cesareo in merito a questo aspetto sono ridotti e di breve durata , e non significativi, da un punto di vista statistico, sul fronte dell’incontinenza anale . Ampi studi demoscopici hanno dimostrato poi che il cesareo non protegge in modo significativo, e nel lungo termine, il pavimento pelvico della madre . 45,46 47 48 Note M.A. Harper, R.P. Byington, M.A. Espeland, M. Naughton, R. Meyer, K. Lane, 20 Pregnancy-Related , “Obstet. Gynecol.”, 102(2), agosto 2003, pagg. 273-278. Death and Health Care Services M. Enkin, M. Keirse, J. Neilson, et al., , III ed., Oxford, 21 Effective Care in Pregnancy an Childbirth Oxford University Press, 2000. C. Deneux-Tharaux, E. Carmona, M.H. Bouvier-Colle, G. Breart, 22 Postpartum Maternal Mortality , “Obstet. Gynecol.”, 108(3 Pt 1), settembre 2006, pagg. 541-548. and Cesarean Delivery M. Enkin, M. Keirse, J. Neilson, et al., op cit. 23 C. Deneux-Tharaux, E. Carmona, M.H. Bouvier-Colle, G. Breart, op. cit. 24 V.M. Allen, C.M. O’Connell, R.M. Liston, T.F. Baskett, 25 Maternal Morbidity associated with , “Obstet. Cesarean Delivery without Labor compared with Spontaneous Onset of Labor at Term Gynecol.”, 102(3), settembre 2003, pagg. 477-482. R.M. Hager, A.K. Daltveit, D. Hofoss, et al., 26 Complications of Cesarean Deliveries: Rates and , “Am. J. Obstet. Gynecol.”, 190(2), febbraio 2004, pagg. 428-434. Risk Factors E. Henderson, E.J. Love, 27 Incidence of Hospital-Acquired Infections Associated with Caesarean , “J. Hosp. Infect.”, 29(4), aprile 1995, pagg. 245-255. 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Lobel, R.S. De Luca, 33 Psychosocial Sequelae of Cesaran Delivery: Review and Analysis of , “Soc. Sci. Med.”, 64(11), giugno 2007, pagg. 2272-2284. their Causes and Implications E. Declercq, M. Barger, H.J. Cabral, et al., op. cit. 34 M. Lobel, R.S. De Luca, op. cit. 35 Ibidem. 36 J.F. Thompson, C.L. Roberts, M. Currie, D.A. Ellwood, 37 Prevalence and Persistence of Health , 29(2), giugno 2002, Problems after Childbirth: Associations with Parity and Method of Birth pagg. 83-94. M.R. Di Matteo, S.C. Morton, H.S. Lepper, et al., 38 Cesarean Childbirth and Psychosocial , “Health Psychol.”, 15(4), luglio 1996, pagg. 303-314. Outcomes: A Meta-Analysis P.M. Boyce, A.L. Todd, 39 Increased Risk of Postnatal Depression after Emergency Caesarean , “Med. J. Aust.”, 157(3), 3 agosto 1992, pagg. 172-174. Section S.J. Johnstone, P.M. Boyce, A.R. Hickey, A.D. Morris-Yatees, M.G. Harris, 40 Obstetric Risk Factors , “Aust. N.Z.J. Psychiatry”, for Postnatal Depression in Urban and Rural Community Samples 35(1), febbraio 2001, pagg. 69-74. R.R. Patel, D.J. Murphy, T.J. Peters, 41 Operative Delivery and Postnatal Depression: a Cohort , “BMJ”, 330(7496), 16 aprile 2005, pag.879. Study M. Lobel, R.S. De Luca, op. cit. 42 H.J. Rowe-Murray, J.R. Fisher, 43 Operative Intervention in Delivery is Associated with Compromised , “Br. J. Obstet. Gynaecol”, 108(10) ottobre 2001, pagg. 1068- Early Mother-Infant Interaction 1075. E.L. Ryding, K. Wijma, B. Wijma, 44 Psychological Impact of Emergency Cesarean Section in , “J. Comparison with Elective Cesarean Section, Instrumental and Normal Vaginal Delivery Psychosom. Obstet. Gynaecol.”, 19(3), settembre 1998, pagg. 135-144. M. Lobel, R.S. De Luca, op. cit. 45 J.Z. Press, M.C. Klein, J. Kaczorowski, R.M. Liston, P. Von Dadelszen, 46 Does Cesarean Section , “Birth”, 34(3), settembre 2007, reduce Pospartum Urinary Incontinence? A Systematic Review pagg. 34(3), pagg. 228-237. R.L. Nelson, M. Westercamp, S.E. Furner, 47 A Systematic Review of the Efficacy of Cesarean Section , “Dis. Colon. Rectum.”, 49(10), ottobre 2006, pagg. 1587- in the Preservation of Anal Continence 1595. A.H. MacLennan, A.W. Taylor, D.H. Wilson, D. Wilson, 48 The Prevalence of Pelvic Floor Disorders , “Br. J. Obstet. Gynaecol.”, and their Relationship to Gender, Age, Prity and Mode of Delivery 107(12), dicembre 2000, pagg. 1460-1470. I rischi per le gravidanze successive Nel corso della sua intera vita riproduttiva la donna continua a subire gli effetti di un cesareo. Molti studi indicano una fertilità ridotta , sia volontaria sia involontaria , con una su quattro donne cesarizzate che, a cinque anni dal parto, ha ancora paura di partorire . 49 50 51 52 La gravidanza ectopica, stato precoce della gravidanza potenzialmente mortale, si verifica con maggior probabilità nelle donne con un cesareo pregresso , e diversi studi, ampi e dettagliati, hanno rilevato un rischio quasi doppio di nascita di bambino morto, ingiustificata dopo un cesareo alla prima gravidanza . Un cesareo precedente, per di più, raddoppia le probabilità di bambini podalici nelle gravidanze successive e aumenta il rischio, come vedremo, di rottura uterina. 53 54,55,56 57 I rischi di problemi placentari (placenta previa o bassa, distacco di placenta, in cui essa si stacca precocemente, e placenta accreta, in cui l’organo non si stacca dopo la nascita) risultano aumentati dalle due alle quattro volte nelle madri che abbiano subìto cesarei precedenti . Sono tutti potenzialmente letali, incrementando il rischio di morte sia per la madre, sia per il bambino. Le complicanze placentari dopo il parto sono il motivo principale dell’aumento, dalle sette alle quindici volte, delle isterectomie d’urgenza a seguito di un cesareo e cesarei precedenti . Si noti che il rischio di incorrere in molte o in gran parte di queste complicazioni aumenta in base al numero di cesarei precedenti . 58,59 60,61 62 63 Note J. Mollison, M. Porter, D. Campbell, S. Bhattacharya, 49 Primary Mode of Delivery and Subsequent , “BJOG”, 112(8), agosto 2005, pagg. 1061-1065. Pregnancy S. Bhattacharya, M. Porter, K. Harrild, et al., 50 Absence of Conception after Caesarean Section: , “BJOG”, 113(3), marzo 2006, pagg. 268-275. Voluntary or Involuntary? J. Jolly, J. Walker, K. Bhabra, 51 Subsequent Obstetric Performance related to Primary Mode of , “Br. J. Obstet. Gynaecol.”, 106(3), marzo 1999, pagg. 227-232. Delivery Ibidem. 52 R. Maymon, R. Halperin, S. Mendlovic, et al., 53 Ectopic Pregnancies in Caesarean Section Scars: , “Hum. Reprod.”, 19(2), febbraio 2004, pagg. 278- The 8 Year Experience of One Medical Centre 284. G.C. Smith, J.P. Pell, R. Dobbie, 54 Caesarean Section and Risk of Unexplained Stillbirhi n , “Lancet”, 362(9398), 29 novembre 2004, pagg. 1779-1784. Subsequent Pregnancy R. Kennare, G. Tucker, A. Heard, A. Chan, 55 Risks of Adverse Outcomes in the Next Birth after a , “Obstet. Gynecol.”, 109(2 Pt 1), febbraio 2007, pagg. 270-276. First Cesarean Delivery R. Gray, M.A. Quigley, C. Hockley, J.J. Kurinczuk, M. Goldacre, P. Brocklehurst, 56 Caesarean Delivery and Risk of Stillbirth in Subsequent Pregnancy: A Retrospective Cohort Study in an English Population , “BJOG”, 114(3), marzo 2007, pagg. 264-270. F. Vendittelli, O. Riviere, C. Crenn-Hebert, M.A. Rozan, B. Maria, B. Jacquetin, 57 Is a Breech , “Am. J. Presentation at Term More Frequent in Women with a History of Cesarean Delivery? Obstet. 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Ther.”, 22(2), 2007, pagg. 139-142. 8-Year Evaluation Royal College of Obstetricians and Gynecologists, , 63 Birth after Previous Caesarean Birth 2007 “Green-Top Guideline”, n. 45. I rischi del cesareo per i bambini sani Ampie indagini demoscopiche hanno rilevato che i nati con cesareo presentano una probabilità da due a cinque volte maggiore di necessitare di terapia intensiva rispetto ai neonati a basso rischio partoriti per via vaginale . Ciò dipenderebbe in parte dal maggior rischio di prematurità iatrogenica (per cause mediche). Anche qualora la presunta data del parto sia stata calcolata con precisione da un’ecografia, il 10 per cento circa dei bambini nati con cesareo viene al mondo con oltre due settimane d’anticipo . 64,65 66 Da alcuni studi è risultato che i nati con cesareo hanno un rischio più elevato di incorrere in disturbi respiratori dopo il parto: una ricerca individuò problemi minori in circa il 6 per cento dei bambini nati con cesareo rispetto al 3 per cento di quelli nati con parto vaginale . Per altre ricerche gravi problemi respiratori risultavano raddoppiati (in uno studio, ad esempio, dallo 0,8 per cento dei nati per via vaginale all’1,6 per cento in quelli nati con cesareo ) persino per i nati a termine . L’ipertensione polmonare persistente, uno stato potenzialmente fatale, risulta più diffusa nei nati con cesareo e colpirebbe dai 3 ai 4 bambini su mille nati con cesareo elettivo contro lo 0,8 per mille dei nati per via vaginale . Le difficoltà respiratorie sarebbero il riflesso dell’assenza di stimolazione ormonale, specie del flusso di catecolamine (vedi capitolo VI) e della mancata trasfusione placentare (vedi capitolo VIII). 67 68 69,70 71 72 In generale si è stimato che, per le ragioni appena analizzate, un neonato a basso rischio nato con cesareo avrebbe una probabilità del 70-90 per cento superiore di morire prima delle dimissioni dall’ospedale , e un rischio da due a tre volte maggiore di morire nel primo anno di vita, rispetto ai nati per via vaginale . Esiste poi un rischio dell’1-2 per cento che, nel corso dell’operazione, il feto subisca lacerazioni da bisturi . 73 74 75,76 Alcuni di questi dati saranno dovuti al fatto che i bambini nati con cesareo non hanno goduto dell’attivazione degli apparati e dei sistemi ormonali indotta dal travaglio (oltre al flusso di catecolamine appena citato), la quale prepara il neonato alla vita extrauterina. Si è notato che apparati quali la tiroide , il surrene , i reni , i polmoni , l’intestino , il sangue e il sistema immunitario dei bambini nati con cesareo e per via vaginale sono diversi. È stato dimostrato che le modifiche del sistema immunitario perdurano per almeno sei mesi e sarebbero giustificate dalla mancata esposizione alla benefica flora intestinale materna, di norma durante il processo del parto, il che determina anomalie durature, forse permanenti, della flora intestinale del bambino . Queste modifiche della flora intestinale, che preparano il sistema immunitario, possono condurre ad allergie e asma, oltre a esser state associate a patologie quali diabete (più diffuso presso i bambini nati con cesareo ) e obesità (per saperne di più sull’importanza della flora intestinale vai al capitolo IV). 77,78 79 80 81 82 83 84,85 86 87 88,89,90 91 Esistono altri aspetti del parto cesareo in grado di compromettere la flora intestinale del neonato. Tra essi l’elevata probabilità della somministrazione preventiva di antibiotici (che possono alterare la flora intestinale materna ); l’esposizione ai batteri pericolosi presenti in un grande ospedale, compresi quelli veicolati dal personale ; la mancanza di contatto pelle a pelle precoce, subito dopo la nascita; maggiori probabilità di separazione e di degenza prolungata dovuta a problemi di salute; maggior probabilità di assumere antibiotici ; minori probabilità di allattare al seno con successo , il che è decisivo per una flora intestinale ottimale . 92 93,94 95 96 97 Dopo un parto cesareo è meno consueto che si riesca ad allattare al seno , forse a causa di fattori quali il contatto ritardato tra madre e figlio, la perdita degli ormoni dell’estasi, importanti per entrambi anche per l’allattamento; la minor vigilanza del bambino, e l’effetto sedativo dei farmaci che perdura nella madre e nel bambino. Alcuni studi hanno rilevato anomalie della prolattina, ormone principale della sintesi del latte materno, nelle ore successive al cesareo e negli schemi di rilascio di prolattina e ossitocina, l’ormone dell’abbandono, nelle madri cesarizzate che allattavano in terza giornata (per saperne di più sugli ormoni dopo un parto cesareo vai al capitolo VI). Quando l’allattamento al seno fallisce seguono svantaggi significativi – che si ripercuotono per tutto il resto della vita – per la salute e il benessere dei figli, oltre a possibili effetti negativi sulla salute materna (vedi capitolo XII). 98 99 100 In tutte le gravidanze successive a un cesareo il nascituro risulta a rischio prematurità, basso peso alla nascita, morte intrauterina, condizioni critiche alla nascita, morte, per le ragioni appena elencate. Diversi studi collegano il parto cesareo a disturbi a più lungo termine: i ricercatori hanno rilevato nei piccoli esposti a cesareo rischi maggiori di diabete di tipo 1 , asma fino all’età di trent’anni, allergie , e allergie alimentari , oltre a flora batterica orale anomala accompagnata da carie . Le anomalie della flora intestinale contribuirebbero a produrre questi effetti. 101 102,103 104 105,106 107 Note M.R. Di Matteo, S.C. Morton, H.S. Lepper, et al., op. cit. E.M. Levine, V. Ghai, J.J. Barton, C.M. Strom, J. Villar, G. Carroli, N. Zavaleta, et al., op. cit. 64 D.J. Annibale, T.C. Hulsey, C.L. Wagner, W.M. Southgate, op. cit. 65 B. Hook, R. Kiwi, S.B. Amini, A. Fanaroff, M. Hack, 66 Neonatal Morbidity after Elective Repeat , “Pediatrics”, 100(3 Pt 1), settembre 1997, pagg. 348-353. Cesarean Section and Trial of Labor D.J. Annibale, T.C. Hulsey, C.L. Wagner, W.M. Southgate, op. cit. 67 T. Kolas, O.D. Saugstad, A.K. Daltveit, S.T. Nielsen, P. Oian, 68 Planned Cesarean versus Planned , “Am. J. Obstet. Gynecol.”, Vaginal Delivery at Term: Comparison of Newborn Infant Outcomes 195(6), dicembre 2006, pagg. 1538-1543. B. Hook. R. Kiwi, S.B. Amini, A. Fanaroff, M. Hack, op. cit. 69 B.S. Richardson, M.J. Czikk, O. Da Silva, R. Natale, 70 The Impact of Labor at Term on Measures of , “Am. J. Obstet. Gynecol.”, 192(1), gennaio 2005, pagg. 219-226. Neonatal Outcome S. Diaz-Hernandez, L.J. Van Marter, M.M. Werler, C. Louik, A.A. Mitchell, 71 Risk Factors for , “Pediatrics”, 120(2), agosto 2007, pagg. Persistent Pulmonary Hypertension of the Newborn e272-282. 72 Mode of Delivery and Risk of Respiratory Diseases , “Obstet. Gynecol.”, 97(3), marzo 2001, pagg. 439-442. in Newborns J. Villar, G. Carroli, N. Zavaleta, et al., op. cit. 73 M.F. MacDorman, E. Declercq, F. Menacker, M.H. Malloy, 74 Infant and Neonatal Mortality for , United States, 1998- Primary Cesarean and Vaginal Births to Women with “No Indicated Risk” 2001 Birth Cohorts, “Birth”, 33(3), settembre 2006, pagg. 175-182. J.F. Smith, C. Hernandez, J.R. Wax, , “Obstet. 75 Fetal Laceration Injury at Cesarean Delivery Gynecol.”, 90(3), settembre 1997, pagg. 344-346. J.J. Wiener, J. Westwood, , “J. Obstet. Gynaecol.”, 22(1), 76 Fetal Laceration at Caesarean Section gennaio 2002, pagg. 23-24. T.T. Lao, N.S. Panesar, , “Br. J. Obstet. Gynaecol.”, 77 Neonatal Thyrotrophin and Mode of Delivery 96(10), ottobre 1989, pagg. 1224-1227. R.C. Franklin, L.M. Carpenter, C.M. O’Grady, 78 Neonatal Thyroid Function: Influence of Perinatal , “Arch. Dis. Child”, 60(2), febbraio 1985, pagg. 141-144. Factors K. Hagnevik, G. Faxelius, L. Irestedt, H. Lagercrantz, B. Lundell, B. Persson, 79 Catecholamine , Surge and Metabolic Adaptation in the Newborn after Vaginal Delivery and Caesarean Section “Acta Paediatr. 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Microbiota in Early Infancy Ibidem. 95 96 J. Penders, C. Thijs, C. Vink, et al., op. cit. 97 M.R. Di Matteo, S.C. Morton, H.S. Lepper, et al., op. cit. 98 B.S. Wang, L.F. Zhou, L.P. Zhu, X.L. Gao, E.S. Gao, 99 Prospective Observational Study on the , “Zhounghua Fu Chan Ke Za Zhi”, 41(4), aprile Effects of Caesarean Section on Breastfeeding 2006, pagg. 246-248. E. Nissen, K. Uvnas-Moberg, K. Svensson, S. Stock, A.M. Widstrom, J. Winberg, 100 Different Patterns of Oxytocin, Prolactin but not Cortisol Release during Breastfeeding in Women Delivered by Caesarean Section or by the Vaginal Route , “Early Hum. Dev.”, 45(1-2), 5 luglio 1996, pagg. 103-118. G. Soltesz, C.C. Patterson, G. Dahlquist, 101 Worldwide Childhood Type 1 Diabetes Incidence - what , “Pediatr. Diabetes”, 8, suppl. 6, ottobre 2007, pagg. 6-14. can We learn from Epidemiology? S. Hakansson, K. Kallen, 102 Caesarean Section increases the Risk of Hospital Care in Childhood for , “Clin. Exp. 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Res.”, Maternal Factors influence the Acquisition of Streptococcus Mutans in Infants 84(9), settembre 2005, pagg. 806-811. Royal College of Obstetricians and Gynecologists, op. cit. 108 B.S. Richardson, M.J. Czikk, O. Da Silva, R. Natale, op.cit. 109 G.C. Smith, J.P. Pell, A.D. Cameron, R. Dobbie, 110 Risk of Perinatal Death Associated with Labor , “JAMA”, 287(20), 22-29 after Previous Cesarean Delivery in Uncomplicated Term Pregnancies maggio 2002, pagg. 2684-2690. M.B. Landon, J.C. Hauth, K.J. Leveno, et al., 111 Maternal and Perinatal Outcomes associated with , “N. Engl. J. Med.”, 351(25), 16 dicembre 2004, a Trial of Labor after Prior Cesarean Delivery pagg. 2581-2589. Parto vaginale dopo un cesareo Le gestanti che hanno subìto un precedente cesareo hanno bisogno di informazioni corrette per poter decidere se sottoporsi a un taglio cesareo elettivo iterativo (ERCS) o tentare un parto vaginale dopo cesareo (VBAC). Nella maggioranza degli studi i tre quarti dei tentativi di VBAC vanno a buon fine, con risultati eccellenti sia per la madre, sia per il bambino. 108,109,110,111 Entrambe le scelte implicano alcuni rischi aggiuntivi. Per le madri che si sottopongono a un VBAC il rischio più grave è la rottura dell’utero, stimato intorno all’1 su 200 nei tentativi di VBAC e all’1 su 600 negli ERCS . La rottura uterina si può presentare in forma di lieve deiscenza, nella quale la cicatrice prende a riaprirsi, oppure, più di rado, rischia di avere effetti letali sia per la madre, sia per il bambino. Il Royal College of Obstetricians and Gynecologists sintetizza: “Le donne che vogliono pianificare un VBAC dovrebbero essere informate del fatto che tale decisione comporta un rischio aggiuntivo di morte perinatale dovuta al parto del 2-3 per diecimila rispetto all’ERCS. Il rischio assoluto di tale perdita perinatale è paragonabile al rischio corso dalle donne al primo parto” . 112,113 114 115 Anche il rischio di patologie gravi a seguito di un VBAC aumenta in tutto di circa l’8-10 per mille rispetto ai bambini nati con ERCS, soprattutto in ragione dei problemi che colpiscono i piccoli le cui madri vengono sottoposte a cesarei di emergenza. La somministrazione di ossitocina per l’induzione o per accelerare un travaglio di parto vaginale dopo un cesareo incrementa da tre a quattro volte il rischio di rottura , con un rischio pari a una donna su cinquanta a cui, secondo uno studio , siano stati somministrati i dosaggi più alti di ossitocina. L’induzione con misoprostolo (Cytotec) è ancora più pericolosa e non viene raccomandata alle donne che abbiano già subìto un cesareo . La donna che pianifica un VBAC corre un ulteriore 1 per cento di rischio di endometrite (infezione uterina) e di trasfusione sanguigna . 116 117 118 119 A questi aspetti si paragoni l’aumento dei rischi di complicanze materne legato a ogni cesareo successivo, quali placenta accreta, lesioni alla vescica, all’intestino o all’uretere, ricovero in terapia intensiva, isterectomia, trasfusioni ematiche di quattro o più unità e maggior durata dell’intervento operatorio e della degenza . 120 La maggior parte delle istituzioni raccomanda il monitoraggio continuo del battito cardiaco fetale (BCF) durante il travaglio di parto vaginale dopo un cesareo al fine di identificare prima possibile eventuali sintomi di rottura. Esse potrebbero consigliare di partorire in un centro dotato degli strumenti idonei a procedere a un cesareo immediato. In merito a quest’ultimo punto una raccomandazione dell’ACOG ha stabilito, negli Stati Uniti, severe restrizioni alla scelta del VBAC , per quanto il rischio di morte per il bambino sia stato stimano, come già detto, non superiore a quello di una donna al primo parto. 121 Alcune partorienti hanno riscontrato che ambienti alternativi ove partorire, quali la propria casa o i centri nascita, sono i più aperti al VBAC, presentando vantaggi quali maggiori probabilità di avere un parto normale . Ciò va valutato alla luce dei piccoli, e tuttavia significativi, rischi aggiuntivi legati al VBAC praticato in ambiente non ospedaliero (specie, secondo uno studio, per le gestanti che abbiano superato le quarantadue settimane o che, in precedenza, abbiano subìto più di un cesareo) , ma la decisione finale spetta alla donna stessa. 122 123 Note Ibidem. 112 M. Lydon-Rochelle, V.L. Holt, T.R. Easterling, D.P. Martin, 113 Risk of Uterine Rupture during Labor , “N. Engl. J. Med.”, 345(1), 5 luglio 2001, pagg. among Women with a Prior Cesarean Delivery 3-8. Ibidem. 114 Royal College of Obstetricians and Gynecologists, , 115 Birth after Previous Caesarean Birth 2007 “Green-Top Guideline n. 45”. M.B. Landon, J.C. Hauth, K.J. Leveno et al., op. cit. 116 A.G. Cahill, D.M. Stamilio, A.O. Obido, J.F. Peipert, E.J. Stevens, G.A. Macones, 117 Does a Maximun Dose of Oxytocin Affect Risk for Uterine Rupture in Cadidates for Vaginal Birth after Cesarean , “Am J. Obstet Gynecol.”, 197(5), novembre 2007, pag. 495, pagg. e491-495. Delivery? Parere del Comitato , 118 ACOG n. 342: Induction of Labor for Vaginal Birth after Cesarean Delivery “Obstet. Gynecol.”, 108(2), agosto 2006, pagg. 463-468. Royal College of Obstetricians and Gynecologists, op. cit. 119 Ibidem. 120 American College of Obstetricians and Gynecologists, 121 ACOG Practice Bulletin No. 54: Vaginal , “Obstet. Gynecol.”, 104(1), luglio 2004, pag. 203-212. Birth after Previous Cesarean G. Latendresse, P.A. Murphy, J.T. Fullerton, A 122 Description of the Management and Outcomes of , “J. Midwifery Womens Health”, Vaginal Birth after Cesarean Birth in the Homebirth Setting 50(5), settembre-ottobre 2005, pagg. 386-391. E. Lieberman, E.K. Ernst, J.P. Rooks, S. Stapleton, B. Flamm, 123 Results of the National Study of , “Obstet. Gynecol.”, 104(5 Pt 1) novembre 2004, Vaginal Birth after Cesarean in Birth Centers pagg. 933-942. Le ragioni dei cesarei immotivati Molti commentatori hanno riconosciuto un legame tra gli alti tassi di cesarei e il ricorso routinario ai ginecologi quali principali operatori durante il parto: Wagner fa notare come nei Paesi con un numero elevato di ginecologi ad assistere donne in buono stato di salute (Australia, Canada, Stati Uniti, Grecia) le percentuali dei cesarei sono alte, senza che vi corrispondano risultati migliori . 124 I maggiori tassi di cesarei delle donne assistite da ginecologi rifletterebbero “i maggiori livelli di sicurezza vissuti dai ginecologi nei confronti dei rischi legati al cesareo rispetto a quelli derivanti da un parto vaginale…” . 125 Per contro i modelli di assistenza poco tecnologizzati (levatrici, centri nascita, parto in casa) hanno come minimo lo stesso grado di sicurezza, comportano un numero inferiore di interventi e presentano minori tassi di cesarei – di solito inferiori al 10 per cento , con un ampio e recente studio retrospettivo sul parto in casa che mostra un tasso di cesarei pari al 3,7 per cento . Nel Regno Unito le linee guida nazionali raccomandano un maggior accesso al parto in casa quale strumento di riduzione del tasso di cesarei . 126,127,128 129 130 Sebbene si discuta molto del cesareo come richiesta avanzata dalla madre , si tratta di una motivazione assai poco diffusa. L’indagine rilevò che solo una madre su 252 riferiva di richiedere un cesareo senza indicazioni mediche, mentre due delle intervistate dichiararono che il loro ginecologo aveva deciso di sottoporle a cesareo senza motivazioni mediche . 131 Listening to Mothers II 132 Allo stesso modo altri studi hanno evidenziato che solo l’1-2 per cento delle gestanti richiede un cesareo senza giustificazioni mediche . Le donne che avevano preferito il cesareo avevano, con maggior probabilità, subìto un cesareo precedente oppure vissuto un parto “brutto” o “sgradevole”, citando la “sicurezza per il bambino” come motivazione principale . In questo campo scarseggiano ricerche attendibili . 133 134 135 Note M. Wagner, , Como, Red, 1998 [titolo originale: Pursuing the Birth 124 La macchina del parto Machine]. M. Viswanathan, A.G. Visco, K. Hartmann, M.E. Wechter, G. Gartlehner, J.M. Wu, R. Palmieri, 125 Funk, M.J. L., L.J., T. Swinson, K.N. Lohr, Cesarean Delivery on Maternal Request. Evidence , Rockville, MD, Agency for Healthcare Research and Report/Technology Assessment No. 133 Quality, 2006, pubblicazione AHRQ n. 06-E009. J.P. Rooks, N.L. Weatherby, E.K. Ernst, S. Stapleton, D. Rosen, A. Rosenfield, 126 Outcomes of Care , The National Birth Center Study, “N. Engl. J. Med.”, 321(26), 28 dicembre 1989, in Birth Centers pagg. 1804-1811. M. Lydon-Rochelle, 127 Cesarean Delivery Rates in Women Cared for by Certified Nurse-Midwives in , “Birth”, 22(4), dicembre 1995, pagg. 211-219. the United States: A Review K.C. Johnson, B.A. Daviss, 128 Outcomes of Planned Home Births with Certified Professional , “Br. Med. J.”, 330(7505), 18 giugno 2005, Midwives: Large Prospective Study in North America pag. 1416. Ibidem. 129 National Institute for Clinical Excellence, Caesarean Section Clinical Guidelines, Londra, National 130 Collaborating Centre for Women’s and Children’s Health, 2004. M. Viswanathan, A.G. Visco, K. Hartmann, M.E. Wechter, G. Gartlehner, J.M. Wu, R. Palmieri, 131 Funk, M.J.L., L.F. T.Winson, K.N. Lohr, op. cit. E.R. Declercq, C. Sakala, M.E. Corry, S. Applebaum, 132 Listening to Mothers II: Report of the Second , New York, Childbirth Connection, National U.S. Survey of Women’s Childbearing Experiences ottobre 2006. J.A. Gamble, D.K. Creedy, Women’s Request fo a , 133 Cesarean Section: A Critique of the Literature “Birth”, 27(4), dicembre 2000, pagg. 256-263. J.A. Gamble, D.K. Creedy, 134 Women’s Preference for a Cesarean Section: Incidence and Associated , “Birth”, 28(2), giugno 2001, pagg. 101-110. Factors J. Gamble, D.K. Creedy, C. McCourt, J. Weaver, S. Beake, 135 A Critic of the Literature on Women’s , “Birth”, 34(4), dicembre 2007, pagg. 331-340. Request for Cesarean Section Ulteriori conseguenze del cesareo Al parto normale e indisturbato si associano picchi di almeno quattro ormoni del benessere che contribuiscono al legame madre-figlio, oltre che alla loro sicurezza. Dagli studi su animali si evince che tali ormoni sono fondamentali per l’istintività del comportamento materno, mentre nell’uomo essi determinano anche l’agio, la sicurezza e la soddisfazione del parto (per maggiori informazioni vai al capitolo VI). Gli studi mostrano che le madri cesarizzate presentano quadri ormonali diversi durante l’allattamento a tre giorni dal parto, il che implica che questo delicato sistema risentirebbe di effetti a più lungo termine . Da uno studio australiano risultò che dopo un cesareo le donne avevano maggiori probabilità di subire un calo di autostima, mentre con un parto vaginale essa migliorava . 136 137 Per quanto riguarda il bambino: “Non conosciamo ancora gli effetti sottili, ma a lungo termine, che comporta privare il bambino dell’intero processo del travaglio” . 138 Note E. Nissen, K. Uvnas-Moberg, K. Svensson, S. Stock, A.M. Widstrom, J. Winberg, op. cit. 136 J. Fisher, J. Astbury, A. Smith, 137 Adverse Psychological Impact of Operative Obstetric Interventions: , “Aust. N. Z. J. Psychiatry”, 31(5), ottobre 1997, pagg. 728- a Prospective Longitudinal Study 738. S. Arms, Immaculate Deception II, Myth, , Berkeley, Celestial Arts, 1996, pag. 138 Magic and Birth 92. I buoni motivi per un cesareo Il cesareo comporta, come abbiamo visto, rischi seri, ma a volte tali rischi vengono superati da quelli di un parto vaginale o dalla necessità di procedere al parto immediato di un bambino a rischio. Le circostanze in cui è probabile che un cesareo rechi vantaggio alla madre e al bambino sono quelle in cui si abbiano problemi placentari, tra cui grave placenta previa e distacco di placenta; infezioni da HIV; un primo episodio di herpes virale a termine di gravidanza e grave sofferenza fetale o altre serie complicanze in fase di travaglio. Le linee guida del britannico NICE (National Institute for Clinical Excellence) dettagliate e fondate su evidenze scientifiche, sconsigliano il cesareo programmato se il bambino è stato stimato troppo grosso e/o nel caso di bacino ridotto (sproporzione cefalopelvica o CPD), per le donne che abbiano superato di oltre una settimana il termine senza ulteriori complicazioni, in caso di epatite B contro la quale il nascituro può essere curato dopo il parto per ridurne la trasmissione e per infezioni da epatite C senza complicanze . 139 Le linee guida del NICE riconoscono l’insufficienza di evidenze scientifiche, e non consigliano il cesareo di routine se non come parte di una ricerca, nelle nascite multiple, nei bambini di dimensioni ridotte rispetto al termine, nei prematuri e nelle madri con herpes recidivante . 140 Il taglio cesareo in caso di feto podalico desta controversie e ad oggi l’opinione dei medici è quella di tornare, in determinati casi, alla scelta del parto vaginale . Molti esperti, tra cui quelli del NICE, suggeriscono un tentativo di versione cefalica esterna (ECV) per girare a testa in giù un bimbo podalico . 141,142,143,144 145 Note National Institute for Clinical Excellence, op. cit. 139 Ibidem. 140 American College of Obstetricians and Gynecologists, 141 Parere n. 340 del Comitato ACOG, Mode of , “Obstet. Gynecol.”, 108(1), luglio 2006, pagg. 235-237. Term Singleton Breech Delivery N.M. Doyle, J.W. Riggs, S.M. Ramin, M.A. Sosa, L.C. Gilstrap III, 142 Outocomes of Term Vaginal , “Am. J. Perinatol.”, 22(6), agosto 2005, pagg. 325-328. Breech Delivery M. Alarab, C. Regan, M.P. O’Connell, D.P. Keane, C. O’Herlihy, M.E. Foley, 143 Singleton Vaginal , “Obstet. Gynecol.”, 103(3), marzo 2004, pagg. Breech Delivery at Term: Still a Safe Option 407-412. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists Clinical Effectiveness Support Unit, The 144 Management of Breech Presentation, Londra, RCOG, 2006. 145 National Institute for Clinical Excellence, op. cit. Il segreto di un buon cesareo A volte il cesareo è davvero necessario, quindi possiamo sentirci grati che tale tecnologia salvavita sia divenuta molto più sicura e più accessibile a tante donne in tutto il mondo. In genere un cesareo necessario verrà programmato come procedura elettiva, sebbene alcuni ostetrici oggi riconoscano i vantaggi, per il bambino, di un cesareo non d’urgenza in corso di travaglio. Per un buon cesareo sono necessari preparazione e programmazione, e di solito un buon rapporto con operatori aperti al dialogo e alla mediazione. I punti da prendere in considerazione prevedono l’attesa dell’avvio del travaglio per assicurarsi che il bambino sia pronto a nascere; analgesia epidurale o spinale piuttosto che l’anestesia generale (prassi generalmente standard e preferenziale se non in caso di emergenza); la richiesta di abbassare i teli in modo da poter assistere alla nascita del bambino; la richiesta di clampaggio ritardato del cordone o di assenza di clampaggio (vedi capitolo VIII); la richiesta di vedere, o persino di portare a casa, la placenta del bambino; la possibilità di avere un contatto pelle a pelle immediato con il neonato. In alcuni ospedali le partorienti hanno avuto il piacere di ricevere il proprio bambino dalle mani del chirurgo appena dopo il parto, con la priorità del contatto pelle a pelle senza interruzioni. Queste novità nella routine del cesareo (ad esempio un’infermiera o una levatrice personale che affianchi la madre e le garantisca il contatto continuo con il bambino), come descritto in una recente pubblicazione , possono essere adottate nella maggioranza dei casi. 146 Le richieste in merito al contesto e al momento del parto, di solito semplici da concordare, potrebbero comprendere l’ascolto di una musica scelta da noi, chiedere che l’operazione in corso venga descritta mentre è effettuata, in modo da potervi partecipare appieno, il silenzio al momento della nascita, e far sì che la voce della madre sia il primo suono udito dal neonato. Altra importante richiesta è quella di tenere il piccolo vicino e preferibilmente pelle a pelle nelle ore successive al parto. Ciò necessiterà di assistenza e supervisione dal momento che potreste essere sotto l’effetto dell’anestesia e degli analgesici post operatori; tuttavia il contatto terrà il bambino al caldo, contribuirà a mettere in moto alcune competenze quali l’allattamento, ottimizzerà il rilascio degli ormoni ‘estatici’ vostri e del vostro bambino, consentirà la trasmissione di batteri utili e ridurrà lo stress e il trauma vissuti da entrambi. Anche l’allattamento al seno e l’umore trarranno giovamento dal contatto madre-figlio immediato e ininterrotto, come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’iniziativa Ospedale Amico dei Bambini (BFHI). Secondo i protocolli adottati da queste strutture le madri e i bambini cesarizzati in genere vengono riuniti a contatto di pelle entro dieci minuti dalla sistemazione in sala post operatoria, e tale contatto viene protratto per almeno un’ora, a meno che non si presentino complicazioni. Se ve n’è la possibilità, prendete in considerazione di scegliere un ospedale “amico dei bambini” per partorire con cesareo. Se non siete in grado di tenere in braccio vostro figlio, potrebbe essere il padre o un’altra persona di fiducia ad applicare il contatto pelle a pelle fintanto che non riuscite a farlo voi. Si tratta di un compito gradito alla maggioranza dei papà, grazie al quale si stabilirà un legare duraturo tra padre e bebè. Nei giorni successivi al parto potreste chiedere che vi vengano somministrate le dosi minime di analgesico consentite per ridurne gli effetti su di voi e sul bambino (attraverso il latte materno) e di partecipare il più possibile all’accudimento del neonato. Nei primissimi giorni potreste aver necessità di un aiuto extra per l’allattamento a causa degli effetti del cesareo, apprezzando altresì il sostegno emotivo pressoché ininterrotto del compagno, degli amici o dei parenti, specie se siete state sottoposte a cesareo d’urgenza. Note American College of Obstetricians and Gynecologists, 146 ACOG Committe Opinion, No. 340, Mode of , “Obstet. Gynecol.”, 108(1), luglio 2006, pagg. 235-237. term singleton breech delivery In sintesi Abbiano la fortuna di vivere in un periodo in cui le poche madri che ne hanno davvero bisogno possono contare sul parto cesareo. Tuttavia si tratta pur sempre di un intervento chirurgico addominale maggiore per la donna, oltre a rappresentare una grossa deviazione dalla normalità per il piccolo. È bene che i soggetti coinvolti discutano sempre dei rischi e dei vantaggi dell’operazione. La decisione finale, in quasi tutti i casi, spetta alla madre. Quando il cesareo si rende davvero necessario sia la mamma che il bambino necessitano di cure particolari, di sostegno personale e istituzionale per l’avvio precoce e duraturo del contatto pelle a pelle e dell’allattamento al seno.