4/2025 di GIUSEPPE CARELLA, FRANCESCO BIGAZZI, LAURA MUGNAI Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI), Sez. Patologia vegetale ed Entomologia, Universit di Firenze Sostenibilit VITICOLTURA 12 Necrosi corticale della vite, la difesa possibile anche in biologico Precedentemente conosciuta come escoriosi, la necrosi corticale da Diaporthe una patologia diffusa nei vigneti italiani che richiede attenzione da parte dei viticoltori. Il riconoscimento dei sintomi e un attenta e precoce strategia di difesa sono fondamentali per limitare lo sviluppo delle infezioni e prevenire i danni La necrosi corticale della vite (ancor oggi nota come escoriosi) una malattia causata da funghi patogeni appartenenti al genere Diaporthe e in particolare da Diaporthe ampelina, la pi frequente nei vigneti italiani, nota nel passato come Phomopsis viticola. Anche altre specie come D. eres e D. foeniculina (Cinelli et al., Fedele et al., 2024) possono occasionalmente avere un ruolo, ma D. ampelina resta sicuramente il patogeno pi frequentemente coinvolto, anche se sono state segnalate in Europa ben 16 specie di Diaporthe su vite (Udayanga et al., 2011; Gomes et al., 2013; Gao et al., 2017). All inizio del XX secolo, in Italia la malattia era prevalentemente confinata ad alcune regioni viticole del Sud, dove colpiva principalmente le uve da tavola. Col tempo si diffusa nelle regioni centrali e settentrionali, iniziando a colpire anche le uve da vino, compresi i nuovi ibridi e incroci selezionati per resistere ad altre importanti malattie fungine (Borgo, 2016). Recentemente si verificato un notevole incremento dei danni legati alla presenza del genere Diaporthe su vite con particolare attenzione a quelle regioni viticole caratterizzate da un clima umido e temperato per tutta la stagione di crescita. Un ruolo importante stato sicuramente giocato dalla sempre minore disponibilit di sostanze attive per la difesa (Gonzalez-Dominguez et al., 2022; Fedele et al., 2024), in particolare quelle ad ampio spettro con azione collaterale nei confronti della necrosi corticale, e anche dall adozione di pratiche agronomiche inadeguate, come le eccessive concimazioni, l utilizzo di portainnesti troppo vigorosi e il mancato allontanamento e smaltimento dei tralci infetti dai vigneti. A tutto questo bisogna aggiungere i cambiamenti climatici che hanno un ruolo determinante sul ciclo biologico del patogeno. La necrosi corticale nota in inglese con il nome di Phomopsis cane and leaf spot (PCLS). In Europa ancora spesso usato il termine escoriosi . Non per corretto utilizzare questo termine per la malattia causata da Diaporthe perch utilizzato nella prima descrizione di sintomi simili ma causati da un patogeno molto diverso, Neofusicoccum parvum (precedentemente descritto come Macrophoma flaccida, Phillips, 2000; Urb z-Torres, 2011). Il termine escoriosi deve perci essere abbandonato e sostituito con necrosi corticale della vite . La necrosi corticale causata da D. ampelina, una malattia monociclica, le cui infezioni in particolare nei vigneti di uva da vino - avvengono in primavera, in anticipo rispetto alle principali malattie crittogamiche, colpendo principalmente le parti basali dei germogli. diffusa in tutte le aree viticole, ma particolarmente severa nelle regioni (o nelle annate) con un clima fresco e umido, caratterizzato da frequenti piogge primaverili. La gravit dell infezione pu variare notevolmente da un anno all altro, influenzata principalmente dalle condizioni ambientali (in particolare l umidit e le piogge), dalla quantit di inoculo presente nel vigneto, dall et delle piante (le piante giovani sono pi vulnerabili) e dalla variet coltivata (Wilcox et al., 2015). La necrosi corticale della vite pu colpire diversi organi della pianta, tra cui germogli, foglie, rachidi e, nei casi pi gravi o in determinate condizioni (come nell uva da tavola coltivata sotto tendone), anche i frutti. I tessuti verdi pi giovani sono particolarmente vulnerabili all attacco del fungo responsabile della malattia (Erincik et al., 2001). La diffusione della malattia avviene solitamente da pianta a pianta, favorita dall azione della pioggia battente, che, con gli schizzi, trasferisce il patogeno alle viti vicine, causandone l infezione. SINTOMATOLOGIA E DANNI In seguito alle infezioni dei tessuti verdi si registrano gravi perdite dovute alla rottura dei germogli basali, possibile arresto della crescita, deperimento, perdita di vigore e riduzione dell allegagione (Guarnaccia et al., 2018). I tralci (figura 1a-e), soprattutto gli internodi basali, presentano infatti, inizialmente, piccolissime lesioni necrotiche di forma irregolare, da marroni a nere, che appaiono presto leggermente depresse e che spesso sono accompagnate da suberificazioni dei
Necròsi corticale della vite, la difesa è possibile anche in biologico