4/2025 3/2023 A cura di ALESSANDRA BIONDI BARTOLINI DALLA RICERCA EDITORIALE 22 Due passi nella scienza Tecniche colturali e adattamento al clima: la lezione dei nostri antenati I primi coltivatori della vite e dell olivo osservarono e subirono la variabilit del clima e le oscillazioni delle loro produzioni e si adattarono ai cambiamenti, scegliendo tecniche colturali idonee a rendere le colture pi efficienti e redditizie. Lo studio realizzato dai ricercatori tedeschi dell universit di T bingen ha analizzato pi di 1500 reperti archeobotanici, semi e legno di olivo e di vite, rinvenuti in numerosi siti archeologici distribuiti nelle aree della Turchia, Siria, Libano, Giordania e Israele. I dati hanno permesso di valutare le condizioni di crescita delle piante, l efficienza fotosintetica, la presenza di condizioni di stress idrico e la produttivit . Dall interpolazione con le precipitazioni medie ricostruite in un periodo che va dalla prima et del Bronzo (circa 3000 a.C.), fino all Et del Ferro (550 a.C.), stato possibile comprendere come per la coltivazione della vite nel periodo pi antico dell impatto dello stress idrico fosse strettamente legato alle condizioni stagionali, mentre nei periodi successivi, in modo particolare nelle zone pi aride, l introduzione dell irrigazione avesse permesso di intervenire per garantire le produzioni. Una scoperta che evidenzia sia che la coltivazione della vite fosse gi dalla media Et del Bronzo tanto importante da scegliere di destinarvi risorse e strategie agronomiche specifiche, sia che gli antichi viticoltori abbracciassero gi allora concetti moderni di adattamento e resilienza per le loro coltivazioni. Articolo originale: Riehl S, Deckers K, Hinojosa-Bali o I, Gr cke DR, Lawrence D (2025) Fluctuations of viti- and oleiculture traditions in the Bronze and Iron Age Levant. PLoS One 20(9): e0330032. https://doi.org/10.1371/ journal.pone.0330032 Non Saccharomyces per ridurre l acido gluconico L acido gluconico un prodotto indesiderato derivante del metabolismo degli agenti dei marciumi del grappolo, come Botritys cinerea o dei batteri acetici dei generi Gluconobacter o Acetobacter. La sua formazione avviene attraverso una via di ossidazione enzimatica del glucosio e in mosti o vini ottenuti da uve contaminate questo composto si pu accumulare fino a valori di 1-2 g/L. Le conseguenze sono l incremento indesiderato dell acidit , la formazione di lattoni in grado di legare l SO2 e l instabilit microbica per il consumo dello stesso acido gluconico da parte dei batteri lattici che lo trasformano in acido acetico, acido lattico e ammine biogene. Un gruppo di ricercatori spagnoli ha individuato tra i caratteri utili del lievito Schizosaccharomyces pombe anche la capacit di consumare acido gluconico. Nella ricerca, pubblicata sull Australian Journal of Grape and Wine research, sono stati quindi selezionati due ceppi pi efficienti e valutate le modalit di inoculo in mosto o in vino, tra le quali la pi performante risultata quella di inoculo sequenziale prima dell avvio della fermentazione alcolica. Articolo originale: Del-Bosque, David, Vila-Crespo, Josefina, Ruip rez, Violeta, Fern ndez-Fern ndez, Encarnaci n, Benito, Santiago, Calder n, Fernando, Tesfaye, Wendu, Rodr guez-Nogales, Jos Manuel, Use of Schizosaccharomyces pombe to Consume Gluconic Acid in Grape Must in Unique and Sequential Inoculations With Saccharomyces cerevisiae, Australian Journal of Grape and Wine Research, 2025, 5569178, 14 pages, 2025. https://doi. org/10.1155/ajgw/5569178 Modelli ad alta risoluzione per prevedere l espansione della malattia di Pierce Lo sviluppo e la diffusione delle malattie dipende dalle condizioni climatiche, il ciclo dei patogeni e la loro relazione con i vettori e con le piante coltivate e da tutte le relazioni che intercorrono tra questi elementi del patosistema. La difficolt , in una situazione come quella attuale di cambiamento delle condizioni climatiche, sta nel comprendere all interno di un modello tutte queste relazioni di tipo non lineare, allo scopo di sviluppare degli strumenti affidabili per affrontare la gestione e la mitigazione degli effetti delle malattie. Per prevedere e mappare il rischio di diffusione a livello globale di Xylella fastidiosa subsp fastidiosa, responsabile della malattia di Pierce, un gruppo di ricercatori spagnoli di Palma di Maiorca ha elaborato un modello epidemiologico climatico integrato con i dati di diffusione e distribuzione dei vettori. Valutando l impatto della risoluzione spaziale dei dati climatici utilizzati sull accuratezza di stima del rischio, i ricercatori, esperti nello studio dei sistemi complessi, hanno dimostrato che il microclima decisivo e anche piccole variazioni locali nella temperatura, l umidit e le precipitazioni sono in grado di cambiare il percorso della malattia. Questo vero soprattutto nelle zone con topografia complessa come le valli dei fiumi. Applicando il modello sviluppato sulla base di un dataset di dati climatici ad alta risoluzione stato possibile quindi sviluppare delle nuove mappe di rischio, dalle quali si pu osservare una maggiore probabilit di diffusione della malattia in tutte le aree vitate a livello mondiale, con un livello di rischio che aumenta in modo particolare nei paesi Mediterranei e in Sud Africa. Articolo originale: Gim nez-Romero, À., Moralejo, E. & Mat as, M.A. High-resolution climate data reveals increased risk of Pierce s disease for grapevines worldwide. Sci Rep 15, 31282 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-13994-1