4/2025 di RICCARDO CASTALDI - R&S Terremerse VITICOLTURA 22 Quando il Guyot si trasforma in cordone speronato La crescente difficolt nel reperire manodopera sta spingendo alcune aziende a passare dalle forme a tralcio rinnovato al cordone permanente Negli ultimi anni il settore viticolo stato interessato da una riduzione di manodopera interna alle aziende, spesso riconducibile a quella del solo titolare, dalla diminuzione dell offerta di manodopera esterna e, in molti casi, anche da un aumento della superficie vitata aziendale. La concomitanza di questi fattori ha perci cambiato la prospettiva di molti viticoltori affezionati al Guyot e ai sistemi di allevamento a tralcio rinnovato, spingendoli a spostarsi, dove possibile, su quelli a cordone permanente (vedi box). I sistemi a cordone permanente quali cordone speronato, Casarsa, cordone libero e cordone libero a speronatura totale o CLST - offrono infatti la possibilit di impiegare le prepotatrici e comunque non prevedono il ricorso alla legatura dei capi frutto, a differenza del Guyot e degli altri sistemi di allevamento a tralcio rinnovato, con una notevole riduzione delle ore di lavoro necessarie per la potatura invernale. importante sottolineare come il contenimento della manodopera, a differenza di pochi anni fa, non sia pi visto esclusivamente come una strada per contenere i costi di produzione, bens anche come una possibilit per cercare di fronteggiare la sua difficile reperibilit . In questo particolare contesto molte aziende hanno iniziato a ipotizzare la conversione del Guyot in cordone speronato, dal momento che la struttura del vigneto la stessa per entrambi i sistemi di allevamento, in netta controtendenza rispetto a quanto avveniva sovente fino a pochi anni addietro, con il taglio del cordone permanente e il passaggio a una potatura a tralcio rinnovato. Figura 1. Sulla testa della vite trasformata non vengono lasciati speroni e si deve procedere all eliminazione dei germogli