4/2025 di ALESSANDRA BIONDI BARTOLINI In Italia il settore del vino non accoglie facilmente l idea di introdurre il vuoto a rendere per le bottiglie. Ripensando la supply chain in chiave circolare per le difficolt sono superabili e i vantaggi, soprattutto ambientali, dicono che forse varrebbe la pena provarci Pensiamo a una bottiglia nuova e alla stessa bottiglia aperta e vuota e confrontiamole: davvero possiamo affermare con sicurezza che la prima un contenitore, elemento fondamentale del packaging del vino e la seconda un rifiuto, da destinare nel migliore dei casi al riciclo per il recupero della materia prima? Oppure quello che vediamo sono due bottiglie entrambe in grado di assolvere alla loro funzione, che quella di contenere il vino e preservarne le caratteristiche e la tenuta nel tempo? A proporci questo esercizio Roberta Destefanis , designer sistemica e Roberta Destefanis ricercatrice presso l Universit di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, dove indaga principi e pratiche di economia circolare applicate alla produzione del vino: attraverso l osservazione della catena del valore della filiera vitivinicola e l analisi della quantit e qualit di input e output in circolo, viene posta particolare attenzione a quei beni che dopo un solo uso sono considerati rifiuti o scarti e divengono un costo ambientale, sociale ed economico. Il fine di individuare risposte circolari che facilitino il riuso, l upcycling (o trasformazione creativa), fino al riciclo dei materiali, facendo in modo che ogni bene possa restare all interno del ciclo produttivo il pi a lungo possibile prima di diventare un rifiuto ed essere smaltito (https://www.circulareconomyforwine.it). L economia circolare sostituisce il concetto di rifiuto con quello di risorsa, si basa quindi su modelli progettuali, produttivi e di uso in cui un bene, o almeno la materia di cui fatto, pu avere lunghe e molteplici vite. Nel mondo del vino la bottiglia di vetro vuota al 100% una risorsa sorprendente, eppure la consideriamo scarto. Dobbiamo immaginare la circolarit come un nuovo paio di occhiali con cui osservare prodotti e servizi. Ed evidentemente buttare con leggerezza una bottiglia di vino vuota, significa non aver ancora indossato o scoperto questo nuovo paio di occhiali, che ci permettono di vedere le potenzialit e l impatto che il riuso di una bottiglia pu avere. Eppure, racconta Destefanis nei tavoli di confronto con produttori e stakeholders quello che appare logico, che una bottiglia di vino possa essere riutilizzata, riesce a essere affrontato solo se proposto come una provocazione e non come una proposta lucida e fattiva. UN MODELLO SOSTENIBILE Dal punto di vista ambientale i vantaggi e gli eventuali svantaggi sono descritti dai molti studi di analisi di ciclo di vita del prodotto (LCA) realizzati, tenendo conto in ogni caso delle diverse condizioni a contorno e pren- dendo in considerazione indicatori ambientali diversi come, tra gli altri, il consumo di carburanti fossili o di acqua, le emissioni in CO2, l impatto sui sistemi acquatici. In un analisi LCA tutti gli input e le materie prime con le loro fasi di produzione, trasporto, distribuzione ecc. sono inserite in un bilancio dei consumi e degli impatti misurabili sull ambiente. Quando il modello di comparazione quello del riciclo, che prevede raccolta, trasporto, triturazione, miscelazione con percentuali diverse di vetro vergine, fusione e formatura delle nuove bottiglie, i consumi energetici e le maggiori emissioni sono legate a queste ultime fasi del ciclo di produzione (Landi et al., 2019). Negli scenari di riuso delle bottiglie le emissioni di CO2, cos come i consumi di combustibili fossili e acqua diminuiscono sensibilmente gi dopo il secondo ciclo di riutilizzo fino ad arrivare a una riduzione di circa il 30% dopo cinque volte (Casper et al, 2025). In tutti i casi nell analisi del ciclo di vita del prodotto dei modelli circolari di vuoto a rendere e riuso delle bottiglie, emerge l importanza della distanza tra la produzione e la distribuzione, dove avviene il recupero dei vuoti, o dalle strutture dove si svolge il lavaggio. Una distanza che per la maggior parte degli studi risulta ottimale quando l area di produzione, consumo e riutilizzo si colloca entro i 100 km, ma che continuerebbe a essere pi sostenibile di un modello di utilizzo lineare delle bottiglie fino a 400 km di distanza o addirittura, secondo quanto riportato da un gruppo di ricercatori tedeschi dell Universit di Berlino nel 2025 (Caspers et al., 2025) fino a Sostenibilit ENOLOGIA Nella bottiglia vuota il bicchiere mezzo pieno 35